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Lorenzo Marini, asta da record a Capitolium Art

Doppio primato per Lorenzo Marini all’asta di arte moderna e contemporanea di Capitolium Art del 29 luglio scorso. Il suo “Geometria alfabetica”, con 54 mila euro (diritti compresi) è stato il top lot della serata, che ha chiuso la stagione dell’auction house dei fratelli Rusconi.

Inoltre il Maestro della Type Art ha surclassato il proprio record d’asta di 42 mila euro, stabilito a Vienna, presso Dorotheum. È la terza volta consecutiva che un’opera di Marini supera il muro dei 40 mila euro. “Geometria alfabetica”, bassorilievo su tavola, di cm. 100×100, realizzato con 120 pezzi di legno tulipier, ha quindi ampiamente oltrepassato la stima, indicata da 25 mila a 35 mila euro.

Non è la prima volta, in questo inizio estate, che un’opera proposta a Capitolium Art vada ben oltre le aspettative. Lo scorso mese, in una seduta dedicata ai dipinti antichi, “Alessandro Magno e Diogene”, di Luca Giordano, è balzato da una stima di 50-80 mila euro a un’aggiudicazione di 176 mila euro.

Tornando all’asta del 29 luglio e alla contemporary art, con “Geometria alfabetica”, siamo di fronte a un’opera dal respiro rivoluzionario; si potrebbe dire “L’alfabeto come paesaggio della forma”. In questo bassorilievo, il linguaggio rinuncia alla propria funzione descrittiva per riconquistare una dimensione plastica. Le venticinque lettere non chiedono di essere lette: chiedono di essere abitate dallo sguardo. Ogni modulo custodisce un carattere, ma il carattere si dissolve immediatamente in una composizione di pieni e vuoti, curve e diagonali, superfici e rilievi.

Lorenzo Marini, asta da record: “Geometria alfabetica” battuta a 54mila euro da Capitolium Art

Oltre all’importanza dell’opera, probabilmente, a scatenare la competizione tra i collezionisti che si sono dati battaglia per aggiudicarsela, è stato anche il successo riscosso da Marini all’ultimo Festival dei due mondi di Spoleto (26 giugno-12 luglio), dove l’artista era presente, insieme a mostri sacri storicizzati, come Giuseppe Penone, con la scultura-installazione INITIAL creata appositamente per la manifestazione, giunta alla 69esima edizione.

L’opera si sviluppa in due tempi, come un teatro, un film o un concerto, e accompagna il Festival verso il suo 70esimo anniversario. È composta da dieci lettere-iniziali dedicate alle parole simbolo del Festival: F come Festival, D come Due, M come Mondi, S come Spoleto, A come Arte.

Monoliti in granito nero emergono dalla terra come radici, evocando forza primordiale e memoria. Le lettere, incise con la tecnica della sabbiatura, invitano il pubblico a completare idealmente le parole. Prima di Spoleto 69, Marini ha tenuto un’antologica, in aprile, a Pechino, all’Yindi Art Museum, mentre in gennaio a Santa Monica, ha presentato la personale Typeland.

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