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Al via ad Econe, in Svizzera, la celebrazione della Fraternità San Pio X per la consacrazione di quattro nuovi vescovi, decisione presa contro il Papa e il Vaticano. La celebrazione si svolgerà in rito antico e in latino. La cerimonia, preceduta da una processione, è presieduta da mons. Alfonso de Galarreta, vescovo consacrante, coadiuvato da mons. Bernard Fellay in qualità di co-consacrante. I futuri vescovi sono: don Pascal Schreiber (Svizzera), don Michael Goldade (Stati Uniti), don Michel Poinsinet de Sivry (Francia), don Marc Hanappier (Francia). Secondo gli organizzatori i fedeli presenti sono oltre 17mila. 

I lefebvriani dunque tirano dritto sulle consacrazioni episcopali, senza ascoltare l’ultimo appello del Papa lanciato ieri, avviandosi dunque verso lo scisma. E rispetto a quanto avvenuto esattamente 38 anni fa, quando con lo stesso atto furono scomunicati da Giovanni Paolo II, la cerimonia che si svolge sempre ad Econe, avviene anche in diretta sui canali social della Fraternità San Pio X, visibile dunque in tutto il mondo con commenti alla celebrazione in varie lingue.

Il cardinale Müller: “I lefebvriani fissati e ideologici, non cederanno”

“Ho poca speranza che” i lefebvriani “rinuncino all’ultimo momento, sono fissati, seguono la loro ideologia. Non può essere che un gruppo di cattolici definisca sé stesso come l’unica presenza della verità cattolica contro i Papi, i vescovi, i concili. Paradossalmente, sono più protestanti dei protestanti che oggi, in Europa, sono più vicini al Papa di loro”. Così in un’intervista al Corriere della Sera il cardinale Gerhard Ludwig Müller, che teme non sia possibile che i lefebvriani tornino indietro. “Si comportano – dice – come Lutero cinque secoli fa: accetterò il Papa quando il Papa accetterà la mia idea di tradizione. Tutto questo è ridicolo”. “Benedetto XVI – racconta – era molto generoso e decise di rimettere loro la scomunica come gesto di dialogo, aspettandosi che facessero alcuni passi verso l’unità e la piena comunione con la Chiesa. E loro l’hanno malinteso”.

In che modo? “Hanno visto un gesto così generoso come una capitolazione di Roma davanti a loro: va bene, finalmente Roma capisce che noi abbiamo sempre avuto ragione”. Müller spiega che “vogliono giudicare il Papa: sono convinti che, a partire dal Concilio Vaticano II, tutti i Papi abbiano deviato dalla retta dottrina della Chiesa cattolica”. Del Concilio, in particolare, non accettano “alcuni punti sulla libertà religiosa, la separazione tra Chiesa e Stato”. Il cardinale fa sapere anche che “non sono pochi, hanno ottocento preti, trecento seminaristi, fedeli che si avvicinano e ricevono da loro i sacramenti. La nomina di nuovi vescovi senza il consenso del Papa è illegittima ma la successione apostolica è valida”. Su cosa accadrà ora: “Il Papa dovrà scomunicarli, la scomunica è automatica: non dipende da un suo parere privato ma dal suo ufficio di Successore di Pietro”.

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