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La Piazza 2026, sicurezza, esteri ed Europa: cosa pensano gli italiani secondo il sondaggio Lab21
La sicurezza urbana resta una delle principali preoccupazioni, mentre sul piano internazionale emerge una posizione netta sulla guerra in Ucraina. Allo stesso tempo, gli italiani sembrano guardare soprattutto all’Europa quando si parla di politica estera e integrazione. È il quadro che emerge dal sondaggio realizzato da Lab21 per Affaritaliani, presentato a Ceglie Messapica durante la terza serata de La Piazza 2026 – L’Italia e i giovani tra presente e futuro. Tutti i dati
Ucraina, prevale la richiesta di interrompere il sostegno
Il dato più forte riguarda il conflitto in Ucraina. Alla domanda se l’Italia, l’Europa e l’Occidente debbano continuare a finanziare le armi destinate a Kyiv oppure interrompere il sostegno, il 75% degli intervistati si schiera per l’interruzione degli aiuti militari. Solo il 25% ritiene invece che il finanziamento delle armi debba proseguire. Un risultato che segnala una forte propensione verso un cambio di approccio rispetto al sostegno militare garantito finora all’Ucraina.
Sicurezza, quasi un giovane su due percepisce un peggioramento
Sul fronte interno, la percezione della sicurezza nella propria città presenta un quadro tutt’altro che rassicurante. Tra gli under 35, il 37,9% dichiara di sentirsi abbastanza sicuro, mentre il 9,2% si sente molto sicuro. Dall’altra parte, il 35,5% si sente poco sicuro e il 17,4% per nulla sicuro. Nel resto del campione il quadro è leggermente diverso: il 41,7% si sente abbastanza sicuro, l’8,8% molto sicuro, mentre il 34% si sente poco sicuro e il 15,5% per nulla sicuro.
Ancora più significativo è il giudizio sull’evoluzione della sicurezza negli ultimi due anni. Tra i giovani, il 47,1% ritiene che la situazione sia peggiorata, contro il 40,8% che la considera invariata e appena il 12,1% che vede un miglioramento. Considerando l’intero campione, la quota di chi percepisce un peggioramento sale al 50,1%. Il 38,3% parla di una situazione rimasta invariata, mentre soltanto l’11,6% ritiene che la sicurezza sia migliorata.
Più forze dell’ordine: la priorità per la sicurezza urbana
Ma quali interventi dovrebbero essere messi in campo? La risposta più frequente è un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Tra gli under 35 lo indica il 35,1%, mentre nel totale del campione la percentuale arriva al 36,9%. Al secondo posto c’è il recupero del degrado urbano, indicato dal 23,6% dei giovani e dal 20,5% del campione complessivo. Segue la videosorveglianza, scelta dal 22% degli under 35 e dal 22,1% degli intervistati nel complesso. Più distante la gestione dei flussi migratori: 13,1% tra i giovani e 17,4% considerando l’intero campione. La voce “altro” raccoglie infine il 6,3% degli under 35 e il 3,1% del totale.
La classifica della fiducia: Sánchez davanti a Rutte e Burnham
Interessante anche la graduatoria della fiducia nei principali leader internazionali. Al primo posto si trova Pedro Sánchez, con il 47,5%. Subito dopo c’è Mark Rutte, segretario generale della NATO, al 46%. Sul terzo gradino figura Andy Burnham, indicato dal 41%. Seguono il cancelliere tedesco Friedrich Merz, al 39%, il presidente cinese Xi Jinping, al 37,5%, e il presidente francese Emmanuel Macron, al 36,5%. Più indietro si colloca Donald Trump, al 34,5%, esattamente la stessa percentuale registrata da Ursula von der Leyen. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy raggiunge il 33%, mentre Vladimir Putin si ferma al 32,9%. Chiude la classifica Benjamin Netanyahu, con il 28%.
Politica estera, l’Italia guarda all’autonomia europea
Sul ruolo dell’Italia nello scenario internazionale emerge una preferenza per una maggiore autonomia dell’Europa. Tra gli under 35, il 53,1% ritiene che la politica estera italiana debba puntare soprattutto sull’autonomia strategica europea. Il 25,5% preferisce invece una posizione di neutralità e mediazione, mentre il 21,4% indica come priorità un asse più stretto con gli Stati Uniti. Nel totale del campione l’autonomia strategica europea resta in testa, anche se scende al 48,9%. La neutralità e la mediazione raccolgono il 23,7%, mentre l’asse con Washington sale al 27,4%.
Il peso dell’Italia in Europa: per uno su tre è rimasto invariato
Rispetto a cinque anni fa, il giudizio sul peso dell’Italia in Europa appare diviso. Tra gli under 35, il 30,9% ritiene che il peso del Paese sia aumentato, mentre il 36,8% lo considera rimasto invariato e il 32,3% pensa che sia diminuito. Nel totale degli intervistati, la quota di chi vede un aumento sale al 35,1%. Il 33,2% non registra cambiamenti, mentre il 31,7% ritiene che il peso italiano in Europa sia diminuito.
Più Europa o più sovranità nazionale?
L’ultimo dato riguarda il rapporto tra integrazione europea e sovranità nazionale. Anche in questo caso prevale, seppur di misura, la scelta europeista. Tra gli under 35, il 54,7% è favorevole a una maggiore integrazione europea, mentre il 45,3% preferisce una maggiore sovranità nazionale. Nel totale del campione il divario si restringe: il 51,6% sceglie una maggiore integrazione europea, contro il 48,4% che punta invece sulla sovranità nazionale.
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