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La Ferrari resta una possibilità per il futuro di Andrea Kimi Antonelli, ma il presente è tutto Mercedes. Dopo il successo di Monza il pilota italiano racconta ad Automoto.it le proprie ambizioni, l’amicizia con Sinner e Bezzecchi e il desiderio di lasciare in Formula 1 un’impronta simile a quella di Valentino Rossi nella MotoGP.
Antonelli non chiude alla Ferrari, ma vuole vincere con Mercedes: “Sono stati loro a credere in me a 12 anni”
Una Ferrari nel futuro non è esclusa, ma Andrea Kimi Antonelli non ha intenzione di accelerare i tempi. Il pilota italiano, reduce dal successo di Monza, nell’intervista esclusiva concessa ad Automoto.it mette al primo posto la Mercedes e il legame costruito con la scuderia che lo ha accompagnato fin da giovanissimo.
Alla domanda sulla possibilità di guidare un giorno la Rossa, Antonelli risponde: “Adesso sto bene dove sono. Sono contentissimo di essere in Mercedes, anche perché sento di avere un debito da ripagare nei loro confronti per tutte le opportunità che mi hanno concesso. Sono stati loro a credere in me quando avevo solo 12 anni. Mi hanno accompagnato in questo percorso di crescita e spero di cogliere tanti successi con loro in futuro. Poi si vedrà. Non escludo nulla, ma oggi l’obiettivo è vincere il più possibile con la Mercedes”.
Il rapporto con gli altri giovani protagonisti dello sport italiano occupa un’altra parte importante dell’intervista. Antonelli è legato a Jannik Sinner, Marco Bezzecchi e Mattia Furlani, atleti che conoscono direttamente pressioni e aspettative di una carriera ai massimi livelli.
“è bellissimo avere amici sportivi che competono ai massimi livelli, che capiscono cosa vuol dire gestire la pressione, i momenti prima di una gara, quando serve avere i propri spazi. Sono molto amico anche di Mattia Furlani, che ho incontrato a Monza. È bello avere legami di questo genere, perché ti danno una motivazione ulteriore per fare ancora meglio. Mi fa piacere vederli vincere, e vorrei fare altrettanto, se non meglio”, racconta Antonelli ad Automoto.it. Poi aggiunge: “Anche se fare meglio di Sinner è difficile”.
Con Bezzecchi il rapporto va oltre gli incontri tra sportivi. “ritengo Bez uno dei miei migliori amici. Ci supportiamo a vicenda, e quando posso vado alle sue gare. Quando siamo a casa entrambi usciamo a cena insieme, e i nostri gruppi di amici si sono uniti. Quello che fa lui è proprio da pazzi”.
Valentino Rossi come modello: Antonelli vuole lasciare un segno anche fuori dalla pista
Il riferimento più forte resta Valentino Rossi, al quale Antonelli ha dedicato anche il casco utilizzato a Monza. Più delle vittorie, il pilota Mercedes guarda alla capacità del nove volte campione del mondo di costruire un rapporto con il pubblico sopravvissuto alla fine della carriera: “Vale molto spesso le gare le vinceva ancora prima di scendere in pista. Era molto forte mentalmente. Sarebbe bello poter provare questa sensazione. Come atleta, poi, Vale era molto completo, velocissimo, fortissimo in gara, soprattutto nei weekend che sembravano in salita, quando partiva indietro e riusciva a recuperare. Ed è riuscito ad attirare un pubblico vastissimo. Ancora oggi si vedono persone che indossano il suo merchandising alle gare di MotoGP anche se non corre più. Sarebbe bellissimo ricreare lo stesso effetto in F1: la stima, il supporto, il tifo. È una cosa molto bella”.
Antonelli guarda quindi a Rossi come modello sportivo e popolare: vincere, ma anche costruire un seguito capace di andare oltre il singolo Gran Premio e la durata della carriera.
Sul rapporto interno alla Mercedes con George Russell, soprattutto nella lotta per i risultati, Antonelli evita di nascondere la rivalità ma esclude una rottura tra i due piloti: “Non siamo migliori amici. L’ultima cosa che vogliamo è una spaccatura interna”.
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