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Israele-Regno Unito, scontro totale. Londra denuncia la “pulizia etnica”, Gerusalemme reagisce: chiuso il consolato britannico
È scontro aperto tra Londra e Israele sulla Cisgiordania. Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha annunciato alla Camera dei Comuni lo stop agli scambi commerciali con gli insediamenti dei coloni israeliani nei territori palestinesi occupati, accusando Israele di “chiudere gli occhi” di fronte a una “pulizia etnica”.
Miliband ha definito gli insediamenti “illegali” secondo il diritto internazionale e condannato la loro espansione, a partire dal progetto E1. Ha però escluso qualsiasi boicottaggio nei confronti dello Stato di Israele e del suo territorio internazionalmente riconosciuto, respingendo l’accusa del conservatore Tom Tugendhat di voler trasformare il Paese in “uno Stato canaglia”.
Nel suo intervento, il titolare del Foreign Office ha richiamato anche le proprie origini ebraico-polacche, i familiari uccisi nell’Olocausto e i legami della sua famiglia con Israele. Ha condannato l’antisemitismo e l’attacco “dei terroristi di Hamas” del 7 ottobre 2023, sottolineando allo stesso tempo che il “diritto alla difesa” di Israele può convivere con il sostegno “allo Stato di Palestina” e alla “soluzione dei due Stati”.
Il ministro ha quindi denunciato le “traumatiche” devastazioni di Gaza, le “sofferenze indicibili” della popolazione e “il terrorismo dei coloni” estremisti in Cisgiordania. Ha parlato inoltre di “crimini di guerra” commessi da Israele e ribadito il sostegno britannico alla giustizia internazionale, alla quale spetterà valutare l’eventuale configurazione del reato di “genocidio” nella Striscia.
Nel mirino di Miliband sono finiti anche alcuni ministri del governo di Benjamin Netanyahu, ai quali ha imputato “la distruzione della soluzione dei due Stati”.
Il capo della diplomazia britannica ha infine annunciato sanzioni contro il braccio armato di Hezbollah in Libano, che si aggiungono alle misure già adottate contro l’Iran e i pasdaran della Guardia rivoluzionaria.
Durissima la replica di Israele
Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha disposto la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme e l’espulsione dei rappresentanti del Regno Unito dal centro di coordinamento del Board of Peace a Kiryat Gat e del ‘British support team’ a Ramallah, impegnato nell’addestramento delle forze dell’Autorità palestinese. Vietato inoltre l’ingresso a 12 funzionari di Londra “attivi nel boicottaggio e nella delegittimazione contro Israele”.
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