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Dagli orecchini indossati da Cate Blanchett, protagonista di Elisabeth: The Golden Age, alle parure sfoggiate da Dame Judi Dench in Assassinio sull’Orient Express diretto da Kenneth Branagh. E, poi i gioielli creati appositamente per Elle Fanning che interpretò la zarina di Russia Caterina la Grande nella serie The Great. Il prezioso elenco delle creazioni di alta oreficeria realizzati dalla maison Percossi Papi è sorprendente. Gioielli unici realizzati nel laboratorio romano di famiglia a due passi dal Pantheon dove ogni pezzo è frutto di un approfondito studio delle storia, dell’arte e dell’architettura. Dallo stile bizantino a quello rinascimentale, dai disegni barocchi al design degli oggetti sacri e liturgici. I pezzi unici disegnati dalla famiglia Percossi Papi hanno girato il mondo per ritornare sempre là dove sono nati, a Roma. Li ritroveremo in autunno in occasione della sesta edizione di Roma Jewelry Week, progetto ideato da Monica Cecchini, massima autorità nel mondo del gioiello in Italia.

Il sacro splendore delle creazioni di Percossi Papi, dal laboratorio al Pantheon ai set di Hollywood
Cate Blanchett è stata candidata al Premio Oscare per la sua interpretazione di Elisabetta I. Qui con con i gioielli Percossi Papi per “Elisabeth: The Golden Age” (dal sito ufficiale percossipapi.com)

Abbiamo incontrato la designer Valeria Percossi Papi – responsabile comunicazione e marketing della maison romana impegnata, proprio in questi giorni, nella preparazione delle creazioni da presentare durante la kermesse internazionale del gioiello con la grande esposizione capitolina negli spazi espositivi di Santo Spirito in Sassia.

Intervista a Valeria Percossi Papi

Il sacro splendore delle creazioni di Percossi Papi, dal laboratorio al Pantheon ai set di Hollywood
La famiglia Percossi Papi. Al centro il fondatore Diego con la moglie Maria Teresa. A sinistra il figlio Giuliano e a destra la figlia Valeria

Percossi Papi, possiamo consideralo un marchio storico di alta gioielleria artigianale nata a Roma?

Più che un marchio, ci piace definirci una famiglia. Condividiamo la stessa passione per l’arte da quasi sessant’anni, la storia e il patrimonio culturale italiano. Ogni generazione ha aggiunto il proprio sguardo, mantenendo intatto un principio fondamentale: guardare al futuro, senza perdere il legame con le proprie radici. Il gioiello non è solo un oggetto prezioso, ma uno strumento attraverso il quale custodire e raccontare la memoria.

Il sacro splendore delle creazioni di Percossi Papi, dal laboratorio al Pantheon ai set di Hollywood
Eros che domina la forza. La spilla realizzata con tecnica cloisonnè, coralli, granati e micro-perle naturali (collezione privata)

Maestri orafi e artisti di goielli che hanno varcato i confini italiani. Qual è il segreto del successo della maison?

Non inseguiamo le mode, ma costruiamo ogni collezione partendo dalla storia, dall’arte, dalla letteratura e dai simboli della cultura mediterranea. Credo che il nostro linguaggio sia immediatamente riconoscibile proprio perché nasce da una ricerca autentica. Questa identità forte ci ha permesso di dialogare con persone molto diverse tra loro, mantenendo sempre una voce coerente.

Il sacro splendore delle creazioni di Percossi Papi, dal laboratorio al Pantheon ai set di Hollywood
Pendente con miniatura raffigurante “San Giorgio e il Drago” dal celebre dipinto di Raffaello Sanzio, l’arte rinascimentale racchiusa in un gioiello

Oggi Percossi Papi rappresenta uno stile di famiglia.

Ogni componente della famiglia porta una sensibilità diversa, condividendo gli stessi valori. Mio padre Diego è il fondatore e continua ad essere il riferimento creativo dell’atelier. Mia madre custodisce il nostro archivio storico e la memoria della maison. Mio fratello Giuliano segue lo sviluppo tecnico e produttivo, mentre io mi occupo della comunicazione, della ricerca storica e dei progetti culturali. Insieme ci occupiamo della direzione creativa dell’ Atelier. È un dialogo continuo che rende il nostro lavoro profondamente corale.

Creazioni inconfondibili che hanno reso la maison famosa nel mondo. Quali sono i Paesi dove il marchio è maggiormente apprezzato?

Più che parlare di confini geografici, preferiamo parlare di affinità culturali. I nostri clienti appartengono a una comunità internazionale di persone che amano l’arte, la storia, il collezionismo e l’alto artigianato. Negli anni abbiamo lavorato con collezionisti provenienti dagli Stati Uniti, dal Medio Oriente, dall’Europa e, più recentemente, dalla Cina, dove abbiamo trovato una particolare sensibilità verso il dialogo tra tradizione e contemporaneità.

Il sacro splendore delle creazioni di Percossi Papi, dal laboratorio al Pantheon ai set di Hollywood
Collana Unicorno realizzata con smalti in tecnica cloisonnè, opali, ametiste, rubini, tanzaniani, smeraldi e microperle naturali

Gioielli ispirati all’architettura classica e barocca romana, realizzati con le stesse tecniche di un tempo. Quali sono i materiali più utilizzati?

Utilizziamo soprattutto oro, argento dorato, smalti cloisonné a fuoco, pietre naturali e microperle. Amiamo lavorare con corallo mediterraneo, turchese, giada, lapislazzuli, ametiste, cammei e miniature dipinte a mano. Ogni materiale viene scelto non solo per la sua bellezza, ma anche per il valore simbolico e narrativo che porta con sé.

Il sacro splendore delle creazioni di Percossi Papi, dal laboratorio al Pantheon ai set di Hollywood
Collier e bracciale in oro pietre e preziosi dettagli a forma di foglia con micro-perle naturali ispirata ai gioielli antichi

Dal mito al sacro. Quali sono i vostri maggiori committenti?

La nostra attività attraversa mondi molto diversi. Realizziamo gioielli per clienti privati, oggetti d’arte sacra per istituzioni religiose, collaboriamo con musei, fondazioni, mostre e produzioni cinematografiche internazionali. Il filo conduttore resta sempre lo stesso: raccontare una storia. Ogni progetto nasce dall’ascolto e dal desiderio di trasformare un’idea, una memoria o un simbolo in un’opera capace di durare nel tempo.

Il sacro splendore delle creazioni di Percossi Papi, dal laboratorio al Pantheon ai set di Hollywood
Storia e simbolismo incontrano l’artigiano. I gioielli delle Erinni creati per la mostra dedicata alla “Divina Commedia” di Dante Alighieri

Dalla Divina Commedia al cinema internazionale. Vi sono opere particolarmente rappresentative?

È difficile sceglierne una sola. Sicuramente i progetti dedicati a Dante Alighieri (n.d.r. “La Divina Commedia nei gioielli”, la mostra con le creazioni ispirate all’opera dantesca presso la Biblioteca Angelica di Roma nel marzo 2025 per RJW ) rappresentano molto bene il nostro modo di lavorare, perché uniscono ricerca storica, simbolismo e artigianato. Allo stesso tempo, il cinema internazionale ha portato le nostre creazioni in produzioni che hanno raggiunto milioni di persone. Un altro capitolo importante è rappresentato dalle mostre culturali, dove il gioiello diventa uno strumento per raccontare la storia italiana attraverso nuovi linguaggi.

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L’ideatrice di RJW Monica Cecchini assieme a Diego Percossi Papi in occasione della kermesse dedicata al gioiello che torna a Roma in ottobre

A proposito di mostre, la maison torna anche quest’anno a “Roma Jewelry Week”. Vuole dare qualche anticipazione su quello che vedremo?

Nell’ambito del progetto interdisciplinare della RJWLa Corona dell’Ingegno. Il gioiello come racconto della storia dell’arte e della cultura italiana, prende forma Il Dialogo delle Arti, percorso che intreccia la pittura di Emiliano Alfonsi e l’oreficeria di Percossi Papi. Partendo dalla figura di Benvenuto Tisi detto Garofalo – e dall’opera che Alfonsi gli ha dedicato – esploreremo il metodo rinascimentale come percorso di formazione dell’artista e dell’uomo. Attraverso le città di Ferrara, Venezia e Roma, gli incontri con i grandi maestri del Rinascimento e il linguaggio del simbolo, racconteremo come il dialogo tra discipline diverse sia stato il motore della crescita artistica. Pittura e oreficeria torneranno così a confrontarsi per mostrare come il patrimonio culturale possa continuare a parlare al presente.

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La collezione presentata nel 2025 per RJW. I Gioielli del Giubileo, dedicata alla storia della cappella dell’Ordinamento Militare

Guardando alle precedenti edizioni della “Roma Jewelry Week”, c’è una creazione particolarmente significativa?

Ogni progetto rappresenta per noi un momento di ricerca e di crescita, e la Roma Jewelry Week si configura, senza dubbio, come un’importante opportunità progettuale, anche grazie al tema che ogni anno viene attentamente studiato e sviluppato.

Nel 2025, con il tema RJW, Gaudium. Il gioiello del Giubileo, la mostra In Splendore Sacri, dedicata alla storia della cappella da campo dell’Ordinariato Militare, ci ha permesso di riportare alla luce oggetti che raccontano quasi sessant’anni di attività dell’atelier. Sono opere che non appartengono al passato, ma continuano, ancora oggi, ad essere utilizzate nelle celebrazioni liturgiche, accompagnando i cappellani militari nelle missioni di pace. È stato un progetto che ha dato voce a una parte importante della nostra storia. 

Il gioiello nell’ eterno segno di Pace. Una selezione di arredi liturgici e oggetti sacri nati dal dialogo creativo con don Nicolas Hedreul, cappellano e testimone di una fede viva, capace di farsi presenza nei luoghi più difficili del mondo contemporaneo. L’idea è nata dall’esigenza di realizzare una cappella itinerante, un santuario mobile che potesse accompagnare le comunità ei contingenti in missione di pace, là dove la distruzione, la solitudine e la paura chiedevano un segno di speranza. Gli oggetti esposti testimoniano la forza della bellezza nel custodire la memoria, nel trasformare la durezza della guerra in spazio di consolazione, e nel celebrare la pace come orizzonte ultimo del cammino umano.

Il sacro splendore delle creazioni di Percossi Papi, dal laboratorio al Pantheon ai set di Hollywood
Nel laboratorio Percossi Papi dietro il Pantheon, dove nascono le creazioni che hanno conquistato dinastie e produzioni cinematografiche

Se dovesse dedicare una nuova creazione a Roma, quale sarebbe?

Più che a Roma soltanto, la dedicherei al Mediterraneo. È il luogo in cui sono nate le grandi civiltà che hanno formato il nostro immaginario: il mito, la filosofia, l’arte, la fede, il commercio, il viaggio. È uno spazio di incontro tra culture diverse che condividono simboli e archetipi comuni. Credo che il Mediterraneo sia il vero cuore della nostra ricerca e continui a offrirci un patrimonio inesauribile di storie da interpretare attraverso il gioiello.

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