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                        Trump spiega di attendere per oggi una risposta dall'Iran sull'ultima proposta per mettere fine alla guerra, e allo stesso tempo ha spiegato ai giornalisti, mentre lasciava la Casa Bianca, che in caso contrario riattiverà l’operazione Project Freedom per la scorta militare delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz.

Secondo The Atlantic, il presidente Usa “desidera ardentemente” la fine della guerra. “Trump non vuole rimanere impantanato in un conflitto in Medi Oriente – si legge – come è successo ad alcuni dei suoi predecessori e non vuole che questo comprometta l’importantissimo vertice della prossima settimana in Cina. È pronto a voltare pagina”.

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                                <h2 class="liveblog__post__title">No comment di Trump su risposta da Teheran<br />
                                 Il presidente Usa Donald Trump, in una telefonata esclusiva con il Corriere della Sera sabato mattina, ha detto di non voler commentare sulla lettera di risposta dell'Iran che era attesa ieri notte.
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                                <h2 class="liveblog__post__title">Trump: “Ritiro truppe dall'Italia? Ci sto ancora pensando”
                                 Il presidente americano, Donald Trump, sta "ancora prendendo in considerazione" l'ipotesi del ritiro delle truppe americane dall'Italia. Lo ha affermato in una telefonata esclusiva con il Corriere della Sera. Sulla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il giorno dopo il viaggio a Roma del suo segretario di Stato, Marco Rubio, Trump ha ripetuto: "L'Italia non c'era quando avevamo bisogno di lei. E io ci sono sempre stato per l'Italia, e così il mio Paese". All'osservazione della corrispondente Viviana Mazza che l'Italia potrebbe fornire dragamine dopo il cessate il fuoco in Iran, Trump l'ha interrotta dicendo ancora una volta: "L'Italia non c'era quando ne avevamo bisogno".
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                                <h2 class="liveblog__post__title"> Trump: “Dragamine a Hormuz? L'Italia non c'era quando ne avevamo bisogno”
                                 "L'Italia non c'era quando avevamo bisogno di lei. E io ci sono sempre stato per l'Italia, e così il mio Paese". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista al Corriere della Sera il giorno dopo il viaggio a Roma del suo segretario di Stato, Marco Rubio. All'osservazione che l'Italia potrebbe fornire dragamine dopo il cessate il fuoco in Iran, Trump ha ripetuto ancora una volta: "L'Italia non c'era quando ne avevamo bisogno".
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                                <h2 class="liveblog__post__title">L’Iran parla per la prima volta di Khamenei:  “Ha lesioni a rotula e schiena”
                                L'Iran, per la prima volta, ha fornito dettagli sulle ferite riportate da Mojtaba Khamenei, l'attuale Guida Suprema del Paese, negli attacchi aerei di Usa e Israele che, all'inizio del conflitto, hanno causato la morte di suo padre, Ali Khamenei. Un funzionario iraniano ha confermato che Khamenei ha riportato lesioni alla rotula e alla schiena, precisando però che gode di buona salute: la notizia, riferisce il Wsj, emerge da un video sui social di Nour, agenzia di stampa legata al Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell'Iran. Ieri, la Cnn ha riferito che l'intelligence Usa ritiene Khamenei cruciale nelle strategie dell'Iran.
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                                <h2 class="liveblog__post__title">Nyt: la Russia trasferisce forniture a Teheran attraverso il Mar Caspio
                                La Russia starebbe utilizzando il Mar Caspio per trasferire in modo riservato forniture militari e commerciali all'Iran, contribuendo ad aiutare Teheran a eludere la pressione e le sanzioni degli Stati Uniti. Lo riporta il New York Times, secondo cui il bacino è diventato un corridoio strategico per i rifornimenti, mentre l'Iran cerca alternative allo Stretto di Hormuz nel contesto delle continue tensioni con Washington e del blocco navale statunitense. Secondo le fonti citate dal quotidiano, Mosca avrebbe inviato verso l'Iran merci e componenti per droni attraverso il Mar Caspio, contribuendo a ricostituire le capacità militari iraniane dopo le perdite subite nei combattimenti. Funzionari statunitensi riferiscono che tra le forniture figurerebbero anche parti per droni, mentre fonti iraniane segnalano un aumento delle importazioni di beni alimentari come grano, mais e olio di semi attraverso i porti caspici. Il Mar Caspio, accessibile solo ai cinque Paesi rivieraschi e quindi fuori dalla portata militare diretta degli Stati Uniti, viene descritto come una delle rotte più efficaci per aggirare sanzioni e controlli.<br />
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                                <h2 class="liveblog__post__title">Teheran smentisce: nessun disperso dopo attacchi contro i pescherecci
                                Smentita la notizia diffusa da media iraniani e rilanciata dalla Cnn secondo cui risultavano dispersi dopo attacchi attribuiti agli Stati Uniti "contro pescherecci e mercantili iraniani" nel Golfo Persico. A riferire i nuovi sviluppi è la stessa rete americana che aveva rilanciato le notizie da parte iraniana e che precisa come le informazioni su quello che veniva descritto come un presunto attacco di "aerei americani" siano state diffuse dall'agenzia iraniana Mehr citando il governatore di Bandar-e-Lengeh, Fawad Moradzadeh. Lo stesso Moradzadeh, ricostruisce la Cnn, è stato poi citato da un'altra agenzia iraniana, la Tasnim, che ha diffuso la smentita. "Quanto pubblicato da alcuni organi di stampa, che mi citano, è falso e non ci sono dati ufficiali e confermati o informazioni diffuse dalle autorità competenti riguardo un simile attacco", è la dichiarazione riportata dalla Tasnim.
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                                <h2 class="liveblog__post__title">Teheran: “Sei dispersi dopo attacco Usa a Hormuz”
                                L'Iran denuncia attacchi attribuiti alle forze Usa contro "pescherecci e mercantili iraniani" nel Golfo Persico e parla di sei dispersi. Gli attacchi da parte di "aerei americani" hanno colpito nei pressi del porto omanita di Khasab, all'estremità meridionale dello Stretto di Hormuz, secondo quanto afferma il governatore della regione iraniana di Bandar-e-Lengeh, Fawad Moradzadeh, in una notizia rilanciata dalla Cnn. Stando al governatore, diverse persone sono state trasportate in ospedale. Ieri il Centcom ha confermato un intervento contro due petroliere battenti bandiera iraniana che stavano cercando di aggirare il blocco navale.<br />
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                                <h2 class="liveblog__post__title">Media: almeno 4 morti in attacchi Israele nel sud
                                Secondo l'agenzia di stampa nazionale libanese Nna, almeno tre persone sono rimaste uccise in un attacco aereo israeliano contro il distretto di Tiro, nel sud del Libano. I tre viaggiavano in auto quando sono state attaccate vicino alla scuola superiore Martyr Mohammed Saad, tra Burj Rahhal e al-Abbassieh. Un uomo è poi stato ucciso in un triplice attacco di droni israeliani nella città di Nabatieh, nel sud del Libano. La vittima stava viaggiando in motocicletta vicino alla scuola superiore Al-Sabah quando è stata colpita dal primo attacco di droni, seguito da altri due. Secondo alcune fonti, la figlia sarebbe rimasta coinvolta nel raid e sottoposta a un intervento chirurgico a Nabatieh
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                                <h2 class="liveblog__post__title">Araghchi: azioni Usa creano sospetti su intenzioni pace
                                Il comportamento degli Stati Uniti genera dubbi sulle reali intenzioni di Washington nei negoziati per la pace. A sottolinearlo è stato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in una telefonata con il suo omologo turco Hakan Fidan. "Le recenti provocazioni delle forze statunitensi nel Golfo Persico e le loro numerose azioni volte a violare il cessate il fuoco hanno alimentato i sospetti riguardo alle intenzioni e alla serietà della parte americana nel processo diplomatico", ha detto Araghchi a quanto riferisce una nota ufficiale riportata dall'agenzia Isna
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                                <h2 class="liveblog__post__title">Media: Trump stanco della guerra. Vuole che finisca
                                Donald Trump è stanco della guerra in Iran e vuole davvero che finisca. A scriverlo è la prestigiosa rivista The Atlantic, sulla base di indiscrezioni raccolte tra i collaboratori di Trump.<br />"Nonostante l'impasse negoziale, Trump è riluttante a riprendere le ostilità", hanno riferito le fonti, non vuole restare impatanato inm Medio Oriente come alcuni dei suoi predecessori. C'è inquietudine per la diminuzione delle scorte di armamenti e alcuni alleati degli Stati Uniti nella regione (inclusi, a volte, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti) hanno espresso preoccupazione che la ripresa degli attacchi americani li renderebbe nuovamente bersagli della rappresaglia iraniana. E Trump ha chiarito ai suoi consiglieri che vuole impedire qualsiasi azione militare prima del suo viaggio a Pechino la prossima settimana per incontrare il presidente cinese Xi Jinping
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                                <h2 class="liveblog__post__title">Intelligence Usa: Mojtaba Khamenei cruciale nelle strategie dell'Iran
                                L'intelligence Usa ritiene che Mojtaba Khamenei, il nuovo leader supremo dell'Iran, stia svolgendo un ruolo cruciale nel definire la strategia bellica, al fianco di alti funzionari di Teheran. Lo riporta la Cnn, in base a diverse fonti a conoscenza del dossier, secondo cui l'esatta portata della sua autorità all'interno di un regime ora frammentato rimane comunque poco chiara. Khamenei non compare in pubblico da quando ha riportato gravi ferite durante un attacco che, all'inizio della guerra, ha causato la morte di suo padre Ali Khamenei e di diversi alti vertici militari del Paese, alimentando le speculazioni sul suo stato di salute e sul suo ruolo all'interno della struttura di leadership iraniana.<br />
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                                <h2 class="liveblog__post__title">Trump, aspetto per oggi una risposta dall'Iran
                                Donald Trump spiega di attendere per oggi una risposta dall'Iran sull'ultima proposta per mettere fine alla guerra, e allo stesso tempo ha spiegato ai giornalisti, mentre lasciava la Casa Bianca, che in caso contrario riattiverà l'Operazione Libertà per la scorta militare delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz.<br />
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                                <h2 class="liveblog__post__title">Reindirizzate 57 navi commerciali nell'operazione di blocco dei porti Iran<br />
                                Il Comando centrale americano ha fatto sapere di aver reindirizzato 57 navi commerciali ed impedito ad altre 4 di entrare o uscire dai porti dell'Iran. Il Centcom ha anche aggiunto che le tre cacciatorpediniere USS Truxtun, USS Rafael Peralta e USS Mason stanno navigando nel Mar Arabico a sostegno del blocco navale contro Teheran.
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                                <h2 class="liveblog__post__title">Una chiazza di petrolio al largo dell’isola di Kharg
                                Una chiazza di petrolio si sta diffondendo al <strong>largo dell'isola di Kharg</strong>, in Iran, un terminale chiave per l'esportazione di petrolio della Repubblica islamica. Lo ha riferito il 'New York Times' citando immagini satellitari. Non è ancora chiaro cosa abbia causato l'apparente sversamento, localizzato al largo della costa occidentale dell'isola. Secondo una stima di Orbital Eos, società che monitora le fuoriuscite di petrolio, la macchia copriva già oltre 20 miglia quadrate (circa 52 chilometri quadrati) nella giornata di ieri. La chiazza sembrava estendersi verso sud, in direzione delle acque saudite.
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                                <h2 class="liveblog__post__title">Il ministro degli Esteri iraniano Cooper: prove sugli ultimi sviluppi regionali 
                                Il ministro degli Esteri iraniano <strong>Abbas Araghchi</strong> ha avuto un colloquio telefonico con la ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper sugli "ultimi sviluppi regionali". Lo ha reso noto lo stesso Araghchi su Telegram.<br />
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                                <h2 class="liveblog__post__title">Gli Usa rivedono risoluzione Onu sull'Iran ma si prevede comunque il veto Cina-Russia
                                Washington ha rivisto la sua proposta di risoluzione alle Nazioni Unite che chiede all'Iran di interrompere gli attacchi e le attività di minamento nello Stretto di Hormuz, ma è improbabile che le modifiche evitino il veto di Cina e Russia. Lo scrive l’agenzia Reuters che cita fonti diplomatiche, sottolineando che un veto cinese sarebbe imbarazzante in vista del viaggio di Donald Trump in Cina la prossima settimana. Una bozza aggiornata, condivisa con i membri del Consiglio di Sicurezza giovedì pomeriggio, ha eliminato una clausola che invocava il Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, che consente al Consiglio di imporre misure che vanno dalle sanzioni all'azione militare. Tuttavia, il linguaggio duro contro l'Iran è rimasto, così come una clausola secondo cui, in caso di mancato rispetto, il Consiglio "si riunirà nuovamente per valutare misure efficaci, comprese le sanzioni, al fine di garantire la libertà di navigazione nell'area". Non è chiaro quando il Consiglio potrebbe votare sulla risoluzione. Sebbene il testo non autorizzi esplicitamente l'uso della forza, non lo esclude e "riafferma il diritto degli Stati membri di difendere le proprie navi da attacchi e minacce, comprese quelle che minano i diritti e le libertà di navigazione".<br />
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