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Il caso Garlasco entra in una fase cruciale a livello giudiziario, i legali di Andrea Sempio, l’unico indagato per il delitto di Chiara Poggi, hanno depositato ben cinque consulenze in difesa del loro assistito e hanno preso anche una decisione in merito a un suo eventuale interrogatorio. Salvo cambi di rotta dell’ultimo momento, Sempio non si farà interrogare. Questa la strategia di Cataliotti e Taccia. Ma su quell’omicidio del 13 agosto 2007 ci sono ancora molte cose che non tornano. La nuova indagine ha totalmente ribaltato il quadro, togliendo Alberto Stasi, l’unico condannato in via definitiva, dalla scena del crimine e stravolgendo la possibile dinamica, basandosi sulle tracce di Sempio. Ma c’è molto poco di concreto sul nuovo indagato, a parte i soliloqui in macchina, il Dna sotto le unghie di Chiara (ma ce ne sono anche altri) e la famosa “impronta 33” sul muro delle scale che conduce nel seminterrato.
Andrea Sempio, stando alle cinque consulenze depositate, potrebbe essere scagionato da un particolare: i suoi piedi. Lo ha spiegato l’avvocato Cataliotti: “Quando l’ho visto scalzo – ha detto – ho capito che aveva il mio stesso problema di quando giocavo a calcio. La larghezza del suo piede è importante come la mia, non riuscivo mai a trovare le scarpe giuste. Questo mi ha fatto pensare e da qui è nata la consulenza”. L’obiettivo, attraverso la perizia depositata, è quello di escludere la compatibilità tra il piede dell’indagato e le 25 tracce a pallini di scarpe Frau 42 rilevate sulla scena del crimine, che apparterrebbero al killer. Per i suoi legali il piede di Sempio è semplicemente troppo largo per poter indossare quel tipo di scarpa.
Intanto si cerca di ricostruire la possibile nuova dinamica dell’omicidio. Il killer sarebbe entrato di nascosto in casa, forse dopo un appostamento in giardino, ma non si parla più della prima mattinata, come in precedenza, l’omicidio è stato spostato più avanti nel tempo. Nessuno lo avrebbe notato. Poi, approfittando dell’apertura della porta da parte di Chiara per fare uscire i gatti, si sarebbe introdotto nella villetta dei Poggi. Da lì sarebbe partita l’aggressione in tre fasi: divano, zona telefono, scale. La vittima avrebbe lottato, la perizia della dottoressa Cattaneo ipotizza uno scontro durato tra i “15-20 minuti”. Poi il killer uccide Chiara e che fa? In base all’accusa rivolta a Stasi, sarebbe andato in bagno per lavarsi (tracce sul dispenser del sapone). Ma su Sempio cambia, lui si sarebbe solo specchiato in bagno (non si capisce perché), ma poi si sarebbe lavato nel lavandino della cucina (mai analizzato).
Ipotizzando poi che sia stato Sempio, a quel punto sarebbe fuggito dal retro attraverso i campi e arrivato a casa di sua nonna. Altro mistero, la donna in passato aveva confermato questa visita ma non aveva notato anomalie. Possibile che non abbia visto il sangue sui suoi vestiti? Sempio poi non si sarebbe fermato dalla nonna a mangiare, ma sarebbe tornato a casa sua, come sostiene sua madre. “Mio figlio – dice la donna a Quarto Grado – è uscito alle 9.50, è rientrato a casa prima di mezzogiorno con gli stessi vestiti che aveva, completamente pulito e di sicuro non era uno che era appena andato a commettere un omicidio”. Altro mistero.
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