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Ogni giorno spuntano dettagli inediti sul misterioso e sempre più enigmatico delitto di Garlasco. Il testimone uscito allo scoperto dopo quasi 19 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, potrebbe portare gli inquirenti a ribaltare tutte le certezze, anche se in realtà nulla è sicuro in questa nuova fase investigativa. L’orario del delitto spostato in avanti nel tempo, come ribadito, toglierebbe Alberto Stasi, l’unico condannato in via definitiva, dalla scena del crimine. Il fidanzato di Chiara dalle 10 in poi di quel drammatico 13 agosto 2007 era certamente al pc e lavorava alla sua tesi a casa sua. Il nuovo testimone ha parlato di un “un uomo in bici avvistato alle 7:30 del mattino”, dettaglio non da poco. Si potrebbe trattare infatti, nel caso questo elemento venisse ritenuto utile alle indagini, di un sopralluogo del killer e quindi di possibile premeditazione del delitto.

Ma il nuovo elemento emerso è ancora più sorprendente, anche se in realtà in questo caso giudiziario non sorprende più nulla, alla luce del fatto che gli stessi inquirenti delle varie indagini hanno ammesso una serie infinita di errori commessi durante le indagini, se ne contano “almeno 85“. Una quantità enorme. E non può quindi stupire il fatto che probabilmente ci siano altre impronte del killer mai prese in considerazione.

Spunta – riporta Darkside – addirittura un’impronta femminile di un piede nudo della lunghezza 37-38 con alluce valgo. Un elemento che stravolgerebbe tutto, visto che si troverebbe proprio in prossimità della porta a soffietto che porta al seminterrato dove è stato trovato il corpo di Chiara. Ma quel piede non apparterebbe alla vittima. Il killer o uno dei killer potrebbe quindi essere una donna?.

Di tutto questo se ne parla nei dibattiti in tv e su questa nuova possibilità interviene l’avvocato di Alberto Stasi, che dice: “Io obiettivamente non ne so nulla. Attendo con la collega Boccellari l’esito della BPA (Bloodstain Pattern Analysis, ndr). Per ora si può solo immaginare che possa aver rilevato qualche altra impronta, magari all’epoca non considerata“, De Rensis quindi non esclude questa nuova possibilità. Poi sbotta sulla possibilità che la scena del crimine, come sostengono i consulenti dell’indagato Andrea Sempio, possa essere stata alterata: “Questa è una delle cose più gravi, involontarie ovviamente, che un investigatore può fare”.

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