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Il delitto di Garlasco si conferma un enigma dalla risoluzione parecchio complicata. Dopo quasi 19 anni dal terribile delitto di Chiara Poggi si naviga ancora a vista nelle indagini. Alberto Stasi, l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio, va verso una revisione del processo. La nuova indagine infatti ha portato all’esclusione dalla scena del crimine del fidanzato della vittima. Per la Procura il killer è Andrea Sempio, l’amico del fratello di Chiara, che avrebbe ucciso la ragazza in seguito a un approccio sessuale rifiutato. Ma non torna nulla nella possibile ricostruzione delle mosse del killer e su Sempio le prove sono solo indiziali: soliloqui, Dna e impronta 33. Troppo poco per condannare “oltre ogni ragionevole dubbio”.

Stando alla nuova possibile dinamica del delitto, infatti, Sempio si sarebbe presumibilmente appostato in giardino, avrebbe sfruttato il momento dell’apertura della porta da parte di Chiara (che non voleva vederlo, stando ai suoi soliloqui in macchina). Poi l’avrebbe aggredita con violenza in varie parti della casa, senza lasciare tracce, forse con un martello (mai trovato). Successivamente si sarebbe recato in bagno ma solo per specchiarsi, non si capisce perché, e si sarebbe invece lavato nel lavandino della cucina, mai analizzato.

Poi è giallo anche sulla fuga, sporco di sangue si sarebbe diretto attraverso i campi a casa della nonna. La quale non avrebbe notato nessuna anomalia in suo nipote, nemmeno una goccia di sangue. In tutto questo c’è anche il mistero delle due bici, un testimone a distanza di 19 anni afferma che la stessa bicicletta nera avvistata davanti a casa di Chiara, elemento importante per la condanna di Stasi, l’avrebbe vista nei campi. Sempio sostiene di non aver mai avuto una bici nera e che ai tempi invece ne possedeva una rossa. Misteri che si aggiungono ai misteri.

Ci sarebbe anche un nuovo elemento, anche questo trascurato, la cavigliera che indossava Chiara al momento dell’omicidio. Per il consulente dei Poggi, Dario Redaelli: “Su quella cavigliera c’è traccia di Dna“, presumibilmente del killer. Ma anche su quell’accessorio è stata fatta confusione, forse è stata analizzata ma non a fondo. Poi ci sono le dichiarazioni di Stasi che spiazzano su questo dettaglio. Il fidanzato di Chiara, nel 2025 davanti ai pm della Procura di Pavia, disse: “Non le avevo mai visto la cavigliera in quattro anni, e di certo non l’aveva a Londra”. L’ultimo viaggio fatto insieme prima del delitto. “Mi ricordo di averle chiesto da dove arrivasse – mette agli atti Stasi. “Chiara non mi diede una vera e propria spiegazione, mi disse una cosa tipo: “No, ma ce l’avevo e mi piaceva. Ho voluto rimetterla”.

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