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Si chiude la due giorni dell’Assemblea Costituente di Futuro Nazionale. Il generale non vuole poltrone né alleanze, apre alla Remigrazione e chiarisce la sua collocazione nell’alveo del panorama politico.

Roberto Vannacci affronta diversi temi nella conferenza stampa antecedente al suo intervento sul palco della Costituente Nazionale di Futuro Nazionale. Sul tavolo, diversi argomenti resi ancora più caldi da un weekend romano caratterizzato da quattro cortei, tutti con anime diverse. Il generale mantiene le sue posizioni: non ha ancora aperto a un’alleanza con la coalizione di centrodestra e presenza Futuro Nazionale come partito già pronto a competere in vista delle prossime elezioni. Vannacci, per sua stessa ammissione, non cerca poltrone e apprezza il consenso degli italiani al suo progetto. Apre alla proposta di legge sulla Remigrazione, chiude sulla patrimoniale e non dice no alla possibilità di Matteo Salvini al Viminale.

Vannacci: “Femminicidio non è reato”

Remigrazione, economia e patriarcato e non chiude alla proposta di legge arrivata da Casa Pound: “Non vedo perché una proposta del popolo debba rimanere fuori dal parlamento. Non vedo motivo di chiusura. Il popolo è sovrano. Fra l’altro non mi sembra che ieri, durante il corteo, abbiano assalito la polizia o spaccato vetrine. Non capisco perché non ci sia indignazione verso altri cortei dove non ci si è attenuto al vivere civile”. Sul campo economico, il “no” alla patrimoniale è abbastanza netto: “Il salario deve essere esito di una contrattazione. Tassare ulteriormente il patrimonio è iniquo. Esiste già una patrimoniale”. Sull’uguaglianza di genere e il concetto di patriarcato, il leader di Futuro Nazionale ha idee precise: “La vera parità è quando uomini e donne sono uguali in base al merito. Sono contrario al concetto di femminicidio, non perché non abbia rispetto per le donne, ma perché lo ritengo un omicidio. Non serve una fattispecie. Altrimenti si dovrebbe parlare di anzianicidio”.

Il motto “Me ne Frego” e  le elezioni: “Non voglio poltrone”

Spostando il focus sulla politica interna, Vannacci chiarisce posizioni e finanziamenti legati al partito: “Non mi considero l’uomo della speranza della sinistra, non ho ville in Crimea o sul Mar Nero, ho amici in Russia, ma non sono politici. Tutti i finanziamenti al partito sono trasparenti e riportati così come lo prevede lo legge”. Sulle accuse di fascismo è netto: “Il “Me ne frego” è un motto dannunziano acquisito e assunto dagli Arditi della I Guerra Mondiale. Non è fascismo, proprio per niente. È un verso del poeta della patria. La storia non si cancella, né si censura”. Sulle prossime elezioni: “Non sono un megalomane, non mi interessano poltrone e ministeri. Continuerò a fare l’europarlamentare. Mi riempie di orgoglio essere un punto di riferimento per 100mila italiani. Futuro Nazionale parteciperà alle elezioni, ma non significa che Vannacci richiederà qualcosa. Il presidente scelga la data, Futuro Nazionale è già pronto, anche domani” .

I rapporti con gli altri partiti: “Salvini può fare il Ministro dell’Interno”

Il leader di Futuro Nazionale ha poi chiarito i rapporti con gli altri politici: “Quel che dice Calenda non mi interessa, non lo ritengo un interlocutore. Renzi l’ho visto in visita a una caserma quando ero a capo della Folgore e poi da Fedez. Ho il suo numero come quello di Giorgia Meloni, ma non ci siamo scambiati messaggi”. Inevitabile il passaggio sulla Lega e Matteo Salvini: “Sono entrato da indipendente, ho portato mezzo milione di voti. Ognuno ha avuto il proprio vantaggio da questa esperienza. Non voglio fare implodere il centrodestra perché non ho avanzato alcuna intenzione di aderirci. Matteo Salvini ha già fatto il ministro dell’Interno e ha svolto un buon lavoro, può svolgere il ruolo. Di Zaia penso che sia un leader decennale, altre domande sono da rivolgere a loro”.

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