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L’infettivologo Matteo Bassetti: “Fentanyl e stupefacenti vanno custoditi come le armi, in mani sbagliate uccidono”
Il furto di 80 fiale di fentanyl dall’ospedale Israelitico di Roma finisce anche sul tavolo degli esperti di sanità e preoccupa l’infettivologo Matteo Bassetti, che intercettato da Affaritaliani giudica la situazione “gravissima”. “Inaccettabile che siano state rubate 80 fiale in un ospedale. Bisognerebbe vigilare attentamente su tutto ciò che riguarda gli stupefacenti”, dice l’esperto. “Noi, negli ospedali, siamo iperattrezzati: c’è una cassaforte dove vengono tenuti gli stupefacenti. Non vengono mai lasciati sul carrello della distribuzione dei farmaci, né tantomeno negli armadi insieme agli altri medicinali. Bisogna ribadire quanto sia importante garantire la sicurezza di questi farmaci, che vuol dire garantire che non possano essere sottratti. Generalmente, quando vengono rubati, servono per preparare il fentanyl per l’utilizzo come droga. Il che espone a rischi gravissimi”, dice Bassetti.
L’infettivologo sottolinea il paradosso del fentanyl: uno strumento fondamentale in medicina, soprattutto per il trattamento del dolore oncologico, che diventa estremamente pericoloso appena esce dai canali controllati. “Il fentanyl è uno straordinario farmaco che noi medici utilizziamo per il trattamento del dolore, soprattutto in oncologia. Ma nel momento in cui prende la piega sbagliata, esce dall’ospedale ed entra nel mercato nero della droga, può fare danni enormi”. Il rischio, avverte Bassetti, riguarda direttamente le vite umane: “Rischiamo di avere persone che possono anche andare incontro al decesso, perché da quelle quantità si può produrre una grande quantità di droga. Bisogna fare davvero molta attenzione: i rischi sono legatissimi a questo tipo di episodi”.
Per Bassetti la reazione dura di Palazzo Chigi, con la riunione d’urgenza convocata subito dopo la notizia del furto, è pienamente giustificata: “Bene ha fatto il governo ad alzare il tiro, a dire chiaramente: guardate che questo è un tema su cui non si scherza”. Da qui l’invito a tutte le strutture sanitarie italiane a rafforzare i controlli: questi farmaci devono essere conservati con la massima cura, in luoghi sicuri, da cui non possano essere sottratti: “Il fentanyl e gli stupefacenti vanno custoditi come le armi. In mani sbagliate, uccidono”.
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