Rinnovo Patente? Facile ed Economico

Frequenze, la Svizzera presenta alle compagnie un conto miliardario
Il rinnovo delle frequenze di telefonia mobile costerà a Swisscom, Sunrise e Salt almeno 854,7 milioni di franchi. Questa è la base d’asta annunciata dalla Commissione federale delle comunicazioni (ComCom). L’attribuzione è prevista nel secondo trimestre del 2027. Tutte le compagnie interessate hanno tempo fino al prossimo 3 dicembre per candidarsi, indica in una nota la ComCom.
Le concessioni saranno valide dal 1° gennaio 2029, per una durata di 15 anni. La Svizzera, differenza dell’Italia, non assegnerà dunque le frequenze gratuitamente ma c’è da dire che nella Confederazione Elvetica le tariffe della telefonia mobile e anche fissa sono decisamente più care rispetto all’Italia (circa 40 franchi al mese) anche se anche in quel paese stanno arrivando gestori virtuali che propongono offerte scontate.
In ogni caso le frequenze messe all’asta sono quelle assegnate nel 2012 e attualmente utilizzate da Swisscom, Sunrise e Salt. Queste concessioni arrivano a scadenza a fine 2028, rendendo dunque necessaria una nuova procedura di attribuzione. Il governo di Berna aveva raccolto circa 1 miliardo di franchi nel 2012 nell’asta frequenze. Gli obiettivi: conservare e sviluppare le tre reti di telefonia mobile di grande qualità e promuovere la concorrenza in questo mercato a vantaggio dei consumatori.
“Occorre realizzare un ricavo appropriato dalla vendita all’asta di queste risorse limitate – dice la Commissione – ma lo scopo del bando non è massimizzare i proventi per la Confederazione”. A titolo di confronto, nel 2012 l’offerta minima era stata fissata a 637 milioni di franchi. Al termine dell’asta, le tre compagnie telefoniche si erano spinte complessivamente in asta fino a pagare 996,3 milioni.
Nel 2012, Swisscom (che in Italia controllo Fastweb+Vodafone) si assicurò il 42% dell’intero spettro per 360 milioni. Sunrise, il numero due elvetico del settore, finì per pagare oltre mezzo miliardo, pur ottenendo meno frequenze della concorrente. Orange, che ora si chiama Salt, pagò 155 milioni.
Sul fronte dei prezzi per le frequenze per le più basse, da 800 e 900 megahertz (MHz), la ComCom ha triplicato il prezzo iniziale rispetto al minimo. Sono quelle che garantiscono un’ampia portata e una buona copertura all’interno degli edifici. Inoltre, sono disponibili solo pochi blocchi.
Per quel che concerne la fascia media, ossia 1800 e 2100 MHz, il prezzo è stato raddoppiato. Queste sono molto interessanti per gli operatori in quanto offrono un buon compromesso fra portata e velocità. Per le bande ad alta frequenza (2600 MHz) l’autorità ha invece mantenuto il valore di partenza della gara ai minimi previsti.
Per contenere l’egemonia di Swisscom, la ComCom ha di nuovo introdotto dei limiti all’offerta. I partecipanti all’asta dovranno poter godere di un’assegnazione che soddisfi le loro esigenze e un solo operatore non potrà acquisire un numero eccessivo di frequenze (al massimo il 43% di quelle per cui si applicano le restrizioni).
Le concessioni sono rilasciate secondo il principio della neutralità tecnologica, evidenzia infine la ComCom. Pertanto, gli operatori di rete sono liberi di scegliere le tecnologie di trasmissione mobile da impiegare (ad esempio 4G o 5G).
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