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La survey del Fleet Motor Day 2026 fotografa il mercato: elettrico in crescita, telematica frenata e fiscalità ancora decisiva.

La notizia principale che arriva dal Fleet Motor Day 2026 non riguarda soltanto l’avanzata dell’elettrico nelle flotte aziendali. Il punto più netto emerso dalla instant survey presentata a Roma è un altro: in Italia la variabile che continua a condizionare davvero le scelte dei fleet manager è il fisco. La transizione procede, la pressione sugli obiettivi ESG aumenta, la tecnologia di bordo si evolve, ma la gestione quotidiana delle auto d’impresa resta impigliata in un quadro normativo percepito come instabile, complesso e spesso poco coerente con la realtà operativa delle aziende. Il Fleet Motor Day, giunto alla dodicesima edizione, si è svolto il 15 e 16 aprile tra Roma e Vallelunga. 

La survey ha coinvolto 48 fleet e mobility manager di grandi aziende, per un totale di 82.873 veicoli gestiti, e restituisce una fotografia molto concreta del momento. Oltre quattro rispondenti su dieci indicano nel calcolo del “valore normale” dei nuovi fringe benefit una delle principali difficoltà introdotte dalle regole più recenti. A questo si aggiungono le criticità legate alla riassegnazione dei veicoli, segnalata dal 32% del campione, e la gestione delle ricariche domestiche delle auto elettriche, indicata dal 28%, tema particolarmente sensibile perché percepito come esposto a una doppia tassazione. È un segnale importante: il problema non è più soltanto quale motorizzazione scegliere, ma quanto sia complicato amministrarla una volta entrata in car policy. 

Il dato va letto dentro un contesto di mercato in cui le flotte contano sempre di più. Secondo ANIASA e Dataforce, nel primo trimestre 2026 il noleggio ha raggiunto il 33,6% del mercato nazionale delle immatricolazioni, con circa 179 mila veicoli targati tra auto e commerciali leggeri. Ma dentro questo quadro positivo emerge una crepa: il noleggio a lungo termine, canale strettamente legato alle aziende, ha segnato una flessione del 3,5% sulle autovetture rispetto allo stesso periodo del 2025, proprio mentre l’incertezza normativa continua a spingere molte imprese a rinviare il rinnovo dei parchi auto. In altre parole, il sistema si muove, ma non con la fluidità che servirebbe. 

Nonostante questo, l’elettrificazione avanza. Il 71% delle aziende coinvolte dichiara di aver introdotto in modo significativo veicoli elettrificati nella propria flotta, mentre il 23% non prevede di farlo nel breve periodo e il 6% si muove ancora con prudenza. Le ragioni della crescita sono piuttosto chiare: pesano le motivazioni ambientali (38%), gli incentivi fiscali (37%) e le esigenze legate ai bilanci ESG (24%). È un mix che racconta bene il momento del mercato: la spinta green esiste, ma si intreccia sempre più con convenienza economica, governance aziendale e necessità di presentare risultati misurabili sul piano della sostenibilità. 

Il paradosso, però, è che la stessa architettura fiscale che favorisce alcune forme di elettrificazione finisce per penalizzarne altre. La survey segnala infatti che le motorizzazioni full hybrid continuano a essere equiparate, sotto il profilo fiscale, a benzina e diesel. Una scelta che il 54% dei rispondenti considera da rivedere per accompagnare in modo più realistico la decarbonizzazione delle flotte. È uno dei passaggi più interessanti dell’indagine, perché mette in luce una frattura ormai evidente tra obiettivi dichiarati e strumenti utilizzati per raggiungerli: se la transizione deve essere industrialmente credibile, non può basarsi solo sulle tecnologie più incentivate, ma anche su quelle più praticabili nel breve periodo da imprese e driver. 

Accanto all’elettrico, l’altro grande tema emerso a Vallelunga è la telematica, che continua a mostrare un potenziale in larga parte inespresso. Solo il 19% delle aziende la utilizza per i benefici economici che può generare, mentre il 43% non adotta questi sistemi per questioni legate alla privacy e alle relazioni sindacali. Un altro 24% indica nei costi la barriera principale. Anche qui la fotografia è abbastanza nitida: il settore riconosce alla telematica un valore crescente in termini di efficienza, sicurezza e controllo dei costi, ma fatica ancora a superare i nodi culturali, giuridici e organizzativi che ne ostacolano la diffusione. Non a caso, una piccola quota del campione guarda già all’intelligenza artificiale come possibile leva per ridurre costi e tempi di analisi dei dati. 

Il fatto che questi temi emergano proprio al Fleet Motor Day non è secondario. L’edizione 2026 ha riunito 380 fleet e mobility manager, oltre 980 partecipanti complessivi65 marchi automobilistici e più di 1.185 test drive su 200 vetture distribuite sui cinque circuiti dell’autodromo di Vallelunga, con 3.660 minuti di incontri one-to-one nella Business Lounge. Numeri che confermano il peso delle flotte non soltanto come canale di vendita, ma come laboratorio anticipatore delle tendenze che poi arrivano sul mercato più ampio. 

Durante i talk, le associazioni di settore hanno insistito tutte sullo stesso punto: servono regole più stabili. Giuseppe Benincasa, direttore generale di ANIASA, ha chiesto un quadro fiscale più equo e allineato agli standard europei; Federico Di Paola, presidente di Best Mobility, ha sottolineato come l’attuale tassazione possa favorire plug-in ed elettriche, ma non basti senza infrastrutture, costi più sostenibili e una politica coerente di supporto; Andrea Cardinali, direttore generale UNRAE, ha ricordato che il mercato 2026 mostra segnali positivi ma resta ancora circa 20% sotto i livelli pre-pandemia, stimando che una revisione della deducibilità delle auto a uso promiscuo e pool potrebbe generare oltre 100 mila nuove immatricolazioni a basse e zero emissioni. 

Tradotto in chiave automotive, il messaggio è piuttosto semplice: le imprese sono già oggi uno dei motori più concreti della transizione, ma non possono essere lasciate sole a gestirla con regole che cambiano, interpretazioni fiscali complesse e strumenti digitali ancora usati a metà. Il Fleet Motor Day 2026 non racconta un mercato fermo. Racconta piuttosto un sistema che vuole muoversi, ma che continua a chiedere una cosa molto poco spettacolare e molto decisiva: certezza. E nel mercato delle flotte aziendali, oggi, è proprio questa la tecnologia che manca di più. 

In Breve 

Evento: Fleet Motor Day 2026
Edizione: 12ª
Date: 15-16 aprile 2026
Location: Roma e Autodromo di Vallelunga
Organizzazione: LabSumo, con partecipazione di Best Mobility
Patrocini: ANFIA, ANIASA, Motus-E, UNRAE
Campione survey: 48 fleet e mobility manager
Veicoli gestiti dal campione: 82.873
Principale criticità: fiscalità e gestione dei nuovi fringe benefit
Altre criticità: riassegnazione veicoli, ricariche domestiche EV
Aziende con flotte elettrificate in modo significativo: 71%
Aziende che non prevedono introduzione a breve: 23%
Motivazioni dell’elettrificazione: ambiente, incentivi fiscali, obiettivi ESG
Criticità normativa evidenziata: penalizzazione fiscale delle full hybrid
Adozione telematica per benefici economici: 19%
Freno principale alla telematica: privacy, relazioni sindacali, costi
Numeri evento: 380 manager, oltre 980 partecipanti, 65 brand, 200 vetture, 1.185 test drive, 3.660 minuti di incontri B2B 

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