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Itamar Ben Gvir non si “lascia intimidire” dalla decisione della Procura di Roma di indagarlo per l’umiliazione cui ha sottoposto i membro della Flotilla fermati dalla Marina israeliana al largo di Creta. Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale respinge l’annuncio dell’Italia di aver avviato un’indagine nei suoi confronti: “Israele non è un sacco da boxe per una banda di bugiardi sostenitori del terrorismo che inventano calunnie e menzogne contro i nostri combattenti”, dice, secondo quanto riporta il Times of Israel, “Non mi lascio intimidire da questo tipo di indagine e continuerò a stare orgogliosamente al fianco dei nostri combattenti”.
“Lo stivale è diventato il Paese delle ciabatte“: Itamar Ben Gvir affida al sarcasmo la risposta all’annuncio dell’apertura di un’indagine a suo carico da parte della Procura di Roma. Il ministro della Sicurezza israeliano ha postato il suo commento su X insieme a un titolo giornalistico che recita: “L’Italia ha annunciato: aperta un’indagine contro il ministro Ben-Gvir per il suo comportamento nei confronti dei detenuti della flottiglia diretta a Gaza”.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è stato aggiornato sulla situazione dei due cittadini italiani detenuti a Bengasi, nella Libia orientale e ha chiesto di rafforzare le pressioni sulla amministrazione dell’Est per arrivare alla liberazione dei due attivisti della Flotilla e dei loro colleghi. Lo fa sapere una nota della Farnesina.
“I due cittadini italiani, impegnati nella missione umanitaria Global Sumud Convoy, la Flotilla di terra che voleva portare aiuti alla popolazione civile di Gaza, arrestati e detenuti illegalmente in Libia dal 24 maggio scorso devono essere liberati e tornare a casa. Con loro anche il resto degli attivisti della Global Sumud Flotilla detenuti in Libia. Il governo si attivi subito per riportare a casa Domenico Centrone e Dina Alberizia”. Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama. “La situazione è ogni giorno più preoccupante, prosegue il capogruppo rossoverde. In Libia, i diritti dei detenuti sono sistematicamente violati e le associazioni umanitarie denunciano abusi, torture, violenze e detenzioni arbitrarie in luoghi di prigionia gestiti sia dalle autorità statali che da milizie contro i migranti, ma anche contro i cittadini stranieri e gli operatori umanitari. Il governo adotti ogni iniziativa diplomatica utile a garantire intanto condizioni di detenzione rispettose dei diritti umani e faccia di tutto affinché sia messa fine a questa detenzione illegittima”, conclude De Cristofaro.
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