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Ferrari alza la guidance 2026 grazie a personalizzazioni, mix di prodotto e ordini che coprono interamente il 2027.
Ferrari rivede al rialzo gli obiettivi finanziari per il 2026 dopo un secondo trimestre sostenuto dalle personalizzazioni, dal mix dei modelli e dalla solidità della domanda. Maranello ora punta a circa 7,6 miliardi di euro di ricavi, a un EBITDA di almeno 2,97 miliardi e a un free cash flow industriale non inferiore a 1,55 miliardi.
Il rialzo delle previsioni è rilevante perché conferma l’efficacia di un modello industriale fondato non sulla crescita indiscriminata dei volumi, ma sull’aumento del valore generato da ogni vettura. In una fase caratterizzata da volatilità valutaria, trasformazione tecnologica e maggiore cautela sui mercati del lusso, Ferrari continua a difendere la redditività attraverso esclusività, configurazioni su misura e gestione programmata della gamma.
Nel secondo trimestre i ricavi netti sono aumentati dell’8% a 1,94 miliardi di euro, con una crescita dell’11% a cambi costanti. L’utile operativo ha raggiunto 605 milioni, il 10% in più rispetto all’anno precedente, mentre il margine EBIT è salito al 31,2%. L’utile netto è stato pari a 463 milioni e il free cash flow industriale è avanzato del 39% a 276 milioni.
I risultati sono stati ottenuti con 3.366 consegne, 128 in meno rispetto al secondo trimestre 2025. La distanza tra andamento dei volumi e crescita economica mostra la caratteristica principale del business Ferrari: il numero di auto vendute conta meno della composizione della gamma, del prezzo medio e del contenuto aggiunto scelto dal cliente.
La leva principale resta quella delle personalizzazioni, che consente di incrementare ricavi e margini senza ampliare nella stessa misura la capacità produttiva. A questo si aggiunge un mix favorevole, sostenuto in particolare dalla Ferrari F80, oltre che dall’aumento delle consegne di 12Cilindri, 12Cilindri Spider, Purosangue e della famiglia 296 Speciale. È proseguita anche l’accelerazione di Amalfi e 849 Testarossa, mentre Roma Spider, 296 GTS e SF90 XX stanno gradualmente uscendo dalla produzione.
La rotazione dei modelli richiede un coordinamento stretto tra stabilimenti, fornitori e rete commerciale. Nel breve periodo il passaggio da una gamma all’altra può ridurre le consegne e, temporaneamente, gli ammortamenti; successivamente l’avvio della produzione dei nuovi modelli comporta maggiori costi industriali e capitale investito. Ferrari prevede infatti un incremento degli investimenti nel marchio, nelle attività digitali e nel racing, oltre a maggiori ammortamenti collegati ai nuovi programmi.
«Il trend sostenuto delle personalizzazioni ci consente di alzare la guidance per il 2026», ha dichiarato l’amministratore delegato Benedetto Vigna. Il manager ha inoltre indicato che il portafoglio ordini copre interamente il 2027, offrendo all’azienda una visibilità poco comune nel settore automobilistico. Questo permette di programmare produzione e approvvigionamenti con maggiore certezza, evitando pressioni promozionali sulla rete e preservando il posizionamento dei modelli.
La gamma è stata ampliata con la presentazione della Ferrari Luce e della 12Cilindri Manuale, serie speciale già interamente assegnata. Sono due proposte molto diverse, che mostrano come Maranello intenda gestire la trasformazione tecnologica senza abbandonare i clienti legati alla tradizione meccanica. La strategia non punta a sostituire rapidamente un’architettura con un’altra, ma a costruire un portafoglio capace di intercettare preferenze differenti mantenendo scarsità e valore.
Anche le attività esterne alla produzione di sports car contribuiscono al risultato. I ricavi del Racing sono cresciuti grazie alle sponsorizzazioni e alla fornitura di motori ad altre scuderie di Formula 1. Le attività lifestyle continuano invece a espandere l’ecosistema Ferrari attraverso retail, licenze ed esperienze legate a eventi come Le Mans, Monaco, Silverstone e Goodwood.
Nel trimestre, automobili e ricambi hanno generato 1,63 miliardi di euro, l’8% in più. Sponsorizzazioni, attività commerciali e marchio hanno prodotto 209 milioni, mentre gli altri ricavi sono aumentati del 31% a 100 milioni, anche grazie alla fornitura di propulsori. Il business resta concentrato sulle vetture, ma la diversificazione consente di monetizzare il marchio attraverso più canali e di ampliare il rapporto con la clientela.
La redditività ha assorbito l’aumento dei costi industriali e delle spese di marketing. L’EBITDA ha raggiunto 755 milioni, con un margine del 39%, mentre l’EBIT è stato sostenuto anche dal contributo delle attività sportive e da una temporanea diminuzione degli ammortamenti.
La generazione di cassa ha permesso a Ferrari di remunerare gli azionisti con oltre 800 milioni di euro, comprendenti 599 milioni di dividendi e 209 milioni di riacquisti azionari. L’indebitamento industriale netto è salito a 131 milioni, dopo la posizione di liquidità netta di 388 milioni registrata a fine marzo, ma resta contenuto rispetto alla capacità di generare cassa.
Prosegue inoltre il programma pluriennale di buyback da circa 3,5 miliardi di euro entro il 2030, ulteriore indicazione della fiducia del gruppo nella propria capacità finanziaria. Dal primo al 24 luglio sono state acquistate quasi 140.000 azioni per 45,5 milioni.
Sul piano geografico, le consegne sono cresciute nell’area EMEA, ma sono diminuite nelle Americhe e in Cina, Hong Kong e Taiwan. La flessione asiatica segnala un mercato del lusso più selettivo, ma viene per ora compensata dalla strategia di mix e personalizzazione. Nel complesso, il trimestre mostra un’azienda capace di finanziare rinnovo della gamma, tecnologia e capitale industriale mantenendo margini superiori al 30%. La sfida sarà conservare questo equilibrio quando aumenteranno gli ammortamenti e i costi dei nuovi modelli.
Scheda
Ricavi del trimestre: 1,94 miliardi di euro, +8%
Utile operativo: 605 milioni, +10%
Margine EBIT: 31,2%
Utile netto: 463 milioni di euro
EBITDA: 755 milioni, margine del 39%
Free cash flow industriale: 276 milioni, +39%
Consegne: 3.366 vetture
Nuova guidance ricavi 2026: circa 7,6 miliardi
Portafoglio ordini: copertura completa del 2027
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