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L’aereo sanitario è atterrato a Linate nella mattinata di mercoledì 19 agosto. A bordo Francesco, ragazzo di diciassette anni residente a Sarezzo in Valtrompia, in provincia di Brescia. Il giovane è rimasto gravemente ferito lo scorso 13 agosto in un incidente stradale a Chisinau, capitale della Moldavia, dove si trovava in vacanza. Il diciassettenne è stato trasportato all’ospedale Niguarda di Milano, dove si trova ricoverato nel reparto di neurorianimazione.

Sei giorni in Moldavia tra sala operatoria e terapia intensiva

Dall’incidente al rientro in Italia sono trascorsi sei giorni. Subito dopo lo schianto il ragazzo era stato sottoposto a un intervento chirurgico in una struttura ospedaliera moldava e trasferito in terapia intensiva. Il quadro clinico è poi migliorato progressivamente, fino al via libera dei medici locali per il trasporto aereo, condizione senza la quale nessun rimpatrio sanitario può essere autorizzato.

L’intervento di Areu per riportare il ragazzo in Italia

L’operazione è stata coordinata da Regione Lombardia attraverso l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza, attivata subito dopo la richiesta di aiuto inviata dai familiari a metà agosto. Il lavoro dell’Areu ha riguardato l’intera catena del trasferimento: dalla valutazione della documentazione clinica trasmessa dai medici moldavi, all’individuazione di un vettore idoneo, fino alla scelta dell’aeromobile e della composizione dell’equipe sanitaria che ha accompagnato il ragazzo durante il volo.

Accanto alla macchina istituzionale si è mossa una mobilitazione spontanea. Nei giorni precedenti al rientro era stata lanciata online una raccolta di fondi destinata a garantire il trasferimento in Italia, che ha superato la soglia inizialmente fissata.

La lettera della famiglia alla Regione: “Ringrazio Dio di essere una cittadina lombarda”

A raccontare il vissuto della famiglia è una mail indirizzata a Regione Lombardia e ad Areu, firmata da Silvia Bugatti, madre della fidanzata di Francesco, e diffusa sui canali social dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso. “In momenti drammatici come questo si comprende il valore inestimabile delle nostre istituzioni e della nostra sanità”, si legge nel testo. “Oggi posso dirlo con tutto il cuore e con profonda commozione: ringrazio Dio di essere una cittadina lombarda e di poter contare su una rete di soccorso e di cura unica al mondo“.

Nella stessa lettera il riconoscimento si estende a tutti gli anelli della catena. “Vedere la macchina dei soccorsi e della sanità lombarda attivarsi con tanta efficienza, umanità e precisione in un momento per noi di totale disperazione è stato un vero e proprio miracolo“, scrive Bugatti, rivolgendo un pensiero “alla Direzione, agli operatori Areu, a tutti i medici e quanti hanno lavorato dietro le quinte per riportare a casa Francesco”.

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