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Femminicidi, nei primi quattro mesi del 2026 numeri in calo rispetto al 2025: sale a dodici il bilancio delle donne uccise conto le 15 dello scorso anno
Si aggiungono alla triste lista dei femminicidi le due donne i cui cadaveri sono stati ritrovati stanotte in un cantiere nel Parco Europa di Pollena Trocchia. Ad ucciderle sarebbe stato un 48enne di Sant’Anastasia, quartiere in provincia di Napoli. Le vittime, non ancora identificate, sarebbero due prostitute, uccise in due giorni diversi al culmine di una lite sul pagamento. Il numero delle donne morte nel 2026 sale così a 12.
I dati
Nel primo scorcio del 2026, il monitoraggio dei casi di femminicidio in Italia – dati del Ministero dell’Interno – ha registrato la presenza di 10 vittime tra gennaio e aprile. La rilevazione, che ha fatto seguito all’entrata in vigore del reato di femminicidio (art. 577 bis c.p.), introdotto dalla Legge 2 dicembre 2025 n. 181 e operativo dal 17 dicembre 2025, ha consentito per la prima volta una classificazione autonoma di questi episodi rispetto all’omicidio volontario. Il quadro iniziale dell’anno ha mostrato una distribuzione non uniforme dei casi, con una concentrazione significativa nel mese di aprile.
Nello specifico, il 2026 si è aperto con due femminicidi nel mese di gennaio. Le vittime sono state Federica Torzullo, uccisa ad Anguillara Sabazia il 18 gennaio, e Maria Assunta Currà, uccisa a Mileto il 23 gennaio. Nel mese di febbraio si è registrata una sola vittima, Zoe Trinchero, uccisa a Nizza Monferrato il 7 febbraio. Due invece gli episodi a Marzo: Daniela Zinnanti, uccisa a Messina il 10 marzo, e Valentina Sarto, uccisa a Bergamo il 18 marzo. Aprile è risultato il mese con il numero più elevato di casi, con cinque femminicidi registrati: Patrizia Lamanuzzi, Bisceglie (15 aprile); Drita Mecollari, Cossombrato (18 aprile); Loredana Ferrara, Vignale Monferrato (20 aprile); Adriana Mazzanti, Castel Maggiore (21 aprile); Stefania Rago, Foggia (23 aprile).
Il confronto con il 2025
Nel complesso, i dati relativi ai primi quattro mesi del 2026 hanno delineato un totale di 10 femminicidi, con una distribuzione progressiva che passa da una bassa incidenza iniziale a un picco nel mese di aprile. Nel 2025, le donne vittime di omicidio sono state 97, in riduzione del 18% rispetto alle 118 del 2024. Nello specifico, su 97 donne uccise, 85 sono state vittime in ambito familiare o affettivo, confermando come la dimensione domestica e delle relazioni intime continui a rappresentare il principale contesto di rischio. All’interno di questo sottoinsieme, si osserva inoltre che 62 casi sono riconducibili a partner o ex partner, evidenziando il peso specifico della violenza nelle relazioni di coppia, anche quando terminate.
Tra gennaio e aprile del 2025 si sono invece registrati 15 femminicidi, con una distribuzione progressiva nel corso dei mesi e un’intensificazione nella seconda parte del periodo osservato. Il primo bimestre è apparso relativamente contenuto, con 2 casi a gennaio (Eliza Stefania Feru a Gaifana di Gualdo Tadino e Maria Porumbescu a Rivoli) e 1 caso a febbraio (Ramona Rinaldi a Veniano). A partire da marzo si è registrato un aumento significativo, con 5 vittime, seguito da un ulteriore incremento ad aprile, mese che da solo ha concentrato 7 femminicidi, segnando il picco del quadrimestre.
Nel complesso, il confronto tra i due anni suggerisce una riduzione numerica nel 2026 rispetto al 2025 nel primo quadrimestre, ma anche una diversa intensità temporale degli episodi. Se nel 2025 l’andamento appare progressivo e crescente, nel 2026 si osserva invece una maggiore concentrazione in un arco temporale più ristretto, elemento che rende il fenomeno meno lineare nella sua distribuzione mensile ma non meno significativo nella sua incidenza complessiva.
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