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Romania, Moldova e Lituania hanno segnalato nelle ultime settimane incursioni di droni identificati o ritenuti di origine russa. L’episodio più recente risale al 24 settembre, quando un Gerbera russo è precipitato in Romania e altri velivoli hanno attraversato la Moldova.

Non tutti gli allarmi registrati sul fianco orientale della Nato sono però attribuibili a Mosca: in Finlandia, Estonia e Lettonia sono finiti fuori rotta anche droni ucraini diretti contro obiettivi in Russia.

Droni russi in Romania e Moldova, gli incidenti del 24 settembre

Il 24 settembre un drone di tipo Gerbera, utilizzato dalle forze russe, è entrato nello spazio aereo rumeno per circa quattro minuti prima di precipitare nell’area di Solca, nella contea di Suceava. La Romania aveva fatto decollare caccia per sorvegliare il confine mentre era in corso un nuovo attacco russo contro l’Ucraina occidentale.

Nelle stesse ore la presidente moldava Maia Sandu ha dichiarato che quattro droni russi hanno violato lo spazio aereo della Moldova e che almeno uno è esploso nel nord del Paese.

La Romania aveva già registrato diversi episodi durante settembre. Il ministero della Difesa di Bucarest ha pubblicato comunicazioni ufficiali sull’ingresso o sull’avvicinamento di velivoli senza pilota al confine con l’Ucraina.

Drone russo abbattuto in Lituania

Il 15 settembre un Eurofighter italiano impegnato nella missione Nato sul Baltico ha abbattuto un drone entrato nello spazio aereo della Lituania provenendo dalla direzione della Bielorussia.

Il presidente lituano Gitanas Nausėda ha successivamente spiegato che si trattava di un Gerbera, modello utilizzato dalla Russia. Secondo la valutazione di Vilnius, il velivolo era probabilmente diretto verso l’Ucraina e sarebbe stato deviato dalla guerra elettronica, piuttosto che inviato intenzionalmente contro la Lituania.

In Polonia, invece, il 14 settembre è stato recuperato nel Mar Baltico un drone che il ministro della Difesa ha preliminarmente identificato come militare russo. Le autorità polacche hanno però precisato che in quel caso non risultava una violazione dello spazio aereo nazionale.

Varsavia ha registrato il 23 settembre una diversa violazione, compiuta da un elicottero russo Mi-8 per circa 42 secondi. Il quadro richiede quindi cautela: l’aumento degli episodi è documentato, ma origine, traiettoria e intenzionalità non sono identiche in tutti i casi.

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