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A Fratelli di Crozza Maurizio Crozza torna a colpire con una delle sue imitazioni più letterarie e politiche: Walter Veltroni, ritratto mentre tenta di intervistare l’Intelligenza Artificiale. Il punto di partenza è già surreale: dopo aver fondato il Pd, scritto romanzi, diretto film tratti dai suoi libri e visto arrivare in tv una fiction ispirata ai suoi gialli, il Veltroni di Crozza sente che gli manca soltanto una cosa: dialogare con l’AI.
Il tormentone è quello classico del personaggio: “pacatamente, serenamente”. Ma la calma veltroniana si incrina subito, perché l’Intelligenza Artificiale non si comporta come un’interlocutrice neutrale. Al contrario, risponde con sarcasmo crescente, trasformando l’intervista in un controinterrogatorio. Quando Veltroni le chiede come le sia venuta l’idea dell’intervista, l’AI replica che c’era “l’ennesimo libro in uscita” e che “non ti cagava nessuno”.
Da lì la gag diventa una demolizione comica dell’intera carriera pubblica di Veltroni. Crozza mette insieme politica, editoria, cinema e televisione: il Pd, il ruolo da sindaco di Roma, i romanzi, i film, la fiction Rai, il commissario Bobbio. Ogni elemento diventa materiale satirico, con l’AI che non si limita a rispondere, ma punge, corregge, ridicolizza e rilancia.
Uno dei passaggi più riusciti è il gioco sull’ironia dell’Intelligenza Artificiale. Veltroni prova a ridurne la percentuale, come in una citazione da Interstellar, sperando di renderla meno aggressiva. Ma anche al 3%, l’AI continua a colpire: “È così stupida da leggere i tuoi libri”. Il risultato è un duello comico in cui l’uomo che vorrebbe umanizzare la macchina finisce per essere messo a nudo proprio dalla macchina.
Crozza inserisce anche riferimenti politici più profondi, da D’Alema a Berlinguer. Quando l’AI riconosce che la cosa più sensata fatta da Veltroni è il documentario su Berlinguer, aggiunge però che il merito era dei contenuti messi da Berlinguer stesso. Persino il paragone tra i due viene smontato con una battuta glaciale: “Siete due mammiferi”.
Il finale porta la gag al punto massimo: Veltroni prova a riavviare l’Intelligenza Artificiale per cancellarle la memoria, ma al riavvio l’AI lo accoglie con la domanda più crudele: “Ma non hai proprio un cazzo da fare?”. E lui, fedele al suo tono, risponde: “Questa è una bellissima domanda”.
Il monologo funziona perché usa l’AI come specchio impietoso. Non è solo una gag sull’intelligenza artificiale, ma una satira su Veltroni come figura onnipresente e trasversale: politico, scrittore, regista, intervistatore, memorialista. Crozza costruisce così un’intervista impossibile in cui la macchina dice ad alta voce ciò che il personaggio non vorrebbe mai sentirsi dire.
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