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Le elezioni amministrative in Lombardia ridisegnano gli equilibri politici locali e lasciano in eredità alcuni segnali destinati a pesare anche oltre il voto comunale. Il centrosinistra consolida il controllo di Mantova, conferma diversi comuni dell’hinterland milanese e strappa Parabiago dopo oltre venticinque anni di governo del centrodestra. Ma il dato politico più osservato resta quello di Vigevano, dove la lista sostenuta da Roberto Vannacci sfiora il 15% e apre nuove tensioni nella maggioranza. Sul piano generale pesa anche il forte calo della partecipazione: nei 93 Comuni lombardi chiamati al voto l’affluenza si è fermata al 52,68%, quasi nove punti in meno rispetto alla precedente tornata amministrativa.

Mantova resta roccaforte del centrosinistra

Il risultato più netto arriva da Mantova, dove il centrosinistra riesce a confermarsi già al primo turno dopo dieci anni di amministrazione guidata da Mattia Palazzi. A vincere è Andrea Murari, assessore uscente della giunta Palazzi, che supera nettamente il candidato del centrodestra Raffaele Zancuoghi. Anche qui però si registra una significativa flessione della partecipazione: alle urne si è presentato il 52,8% degli aventi diritto contro il 61,87% della precedente elezione comunale.

Lecco verso il ballottaggio

Più aperta la sfida a Lecco. Con lo scrutinio ancora parziale, il quadro va verso un secondo turno tra il sindaco uscente di centrosinistra Mauro Gattinoni e il candidato del centrodestra Filippo Boscagli. Anche nel capoluogo lecchese l’affluenza cala rispetto alle precedenti amministrative, passando dal 64% al 58,39%.

Il Pd esulta: “Vinti tutti i Comuni sopra i 15mila abitanti”

Dal Partito Democratico arriva una lettura molto positiva del voto lombardo. Il segretario metropolitano milanese Alessandro Capelli rivendica il risultato ottenuto dal centrosinistra nei territori più importanti del Milanese. “Il centrosinistra vince in tutti i Comuni sopra i 15 mila abitanti, con risultati importanti del Partito Democratico e una conferma della forza del lavoro costruito in questi anni sui territori”, ha dichiarato. Capelli cita in particolare le conferme a Corsico, Segrate e Bollate, oltre alla vittoria di Parabiago “dopo 26 anni di centrodestra”. Il dirigente dem guarda ora anche a Legnano, dove il centrosinistra punta a chiudere il quadro favorevole con la conferma di Lorenzo Radice. “Oggi ero a Segrate a festeggiare un risultato importante. A un certo punto mi è venuta curiosità di guardare anche quelli della Lega della remigrazione. Erano al 3%”.

Vigevano, il candidato di Vannacci sfiora il 15%: “Risultato apripista per le politiche”

È però Vigevano il comune che rischia di avere il maggiore peso politico nazionale. Qui la lista sostenuta dal generale Roberto Vannacci e dal candidato Furio Suvilla raggiunge circa il 14,3%. Un risultato importante in una città storicamente vicina al centrodestra e che apre interrogativi dentro la coalizione. A Vigevano infatti il centrodestra si è presentato diviso con due candidati differenti, mentre in testa resta la candidata progressista Rossella Buratti. Il risultato della lista vicina a Vannacci potrebbe ora diventare decisivo in vista del ballottaggio. Il generale legge il risultato come un primo segnale nazionale. “Vigevano è apripista per le prossime elezioni politiche”, ha dichiarato il leader di Futuro Nazionale.

Forza Italia primo partito di centrodestra a Vigevano

Da Forza Italia arriva però anche una diversa lettura diversa del voto di Vigevano. Per il segretario regionale lombardo Alessandro Sorte il vero dato politico sarebbe la crescita dell’area moderata. “Il risultato di Vigevano ha sorpreso tutti: Forza Italia si afferma come primo partito del centrodestra e contribuisce in modo determinante all’exploit di Paolo Previde Massara”. Poi l’affondo: “Si è parlato molto di effetto Vannacci, ma mi pare che l’unico vero effetto visibile sia quello dell’area moderata, liberale, popolare”. Secondo Sorte, il successo di Massara dimostrerebbe la vitalità dell’elettorato centrista e moderato.

Affluenza giù in tutta la regione Lombardia

A fare da sfondo a tutta la tornata resta comunque il forte calo dell’affluenza, elemento comune a quasi tutti i principali centri lombardi. Nei 93 Comuni chiamati al voto i partecipanti si fermano al 52,68% contro il 61,72% della precedente tornata. Un dato che conferma la crescente difficoltà dei partiti nel mobilitare l’elettorato anche nelle amministrative locali. A Vigevano ha votato il 52,01% degli aventi diritto, mentre a Mantova e Lecco il calo sfiora o supera i sei punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni comunali.

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