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Da Kissinger a Re Carlo, chi era Roberto Pietro Guerrino: la carriera dell’interprete trovato morto nel suo appartamento in via Oxilia

Si chiamava Roberto Pietro Guerrino, l’uomo trovato morto nel suo appartamento di via Oxilia 11 a Milano. Sessant’anni, ne avrebbe compiuti 61 il prossimo 13 luglio. Nel corso della sua carriera aveva prestato la propria voce ad alcuni dei protagonisti della politica e della diplomazia internazionale. Nel suo curriculum figuravano incarichi in occasione di incontri e conferenze con capi di Stato, membri delle famiglie reali e personalità di primo piano. Tra i nomi con cui aveva lavorato figurano Re Carlo III d’Inghilterra, i presidenti della Repubblica Sergio Mattarella e Giorgio Napolitano, gli ex presidenti del Consiglio Mario Draghi e Mario Monti, l’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger e i reali di Norvegia. In passato aveva svolto attività di interpretariato anche per l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton.

Il suo percorso accademico era iniziato all’Università Iulm, dove si era laureato con 110 e lode con una tesi dedicata a Fernanda Pivano e alla diffusione della letteratura americana in Italia. Successivamente si era specializzato alla New York University e aveva conseguito un master di secondo livello in Teoria, metodologie e percorsi della lingua e della cultura italiana per studenti stranieri.

L’omicidio

La morte di Guerrino è avvolta dal mistero. Il corpo dell’interprete è stato scoperto nel pomeriggio del 13 giugno nel suo appartamento al quarto piano di uno stabile di via Oxilia, nel quartiere NoLo. Secondo le prime ricostruzioni, il decesso risalirebbe a poco prima del ritrovamento. Sul cadavere sono stati riscontrati segni di ferite alla testa e all’interno dell’abitazione sono state trovate tracce di sangue, elementi che hanno portato gli investigatori a non escludere l’ipotesi di un omicidio.

A dare l’allarme è stata la nipote della vittima. La donna aveva avuto l’ultimo contatto con lo zio nella serata di venerdì, intorno alle 21, ma non riuscendo più a mettersi in comunicazione con lui nel corso della giornata successiva ha deciso di chiamare il 112. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per una verifica, ma non è stato necessario forzare la porta d’ingresso. La nipote e una vicina di casa erano infatti in possesso delle chiavi dell’appartamento e hanno consentito l’accesso ai soccorritori.

Le indagini sono affidate ai carabinieri, che stanno effettuando i rilievi nell’abitazione e raccogliendo elementi utili a ricostruire le ultime ore di vita del sessantenne e a chiarire le circostanze della morte. Gli inquirenti ritengono quasi certa la pista dell’omicidio. Il sessantenne sarebbe stato colpito alla testa con un oggetto contundente non ancora individuato. Le indagini sono in corso per ricostruire le ultime ore di vita dell’interprete e individuare il responsabile.

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