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Chi era Klaus Hänsch, l’ex presidente del Parlamento europeo e storico esponente della socialdemocrazia tedesca

È morto martedì 4 agosto 2026, nella sua abitazione di Erkrath, in Nordreno-Vestfalia, Klaus Hänsch, storico esponente della socialdemocrazia tedesca ed ex presidente del Parlamento europeo. Aveva 87 anni. Il decesso, avvenuto per cause naturali, è stato annunciato qualche istante fa dalla presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola e dalla federazione regionale del Partito Socialdemocratico tedesco (SPD) della Renania Settentrionale-Vestfalia.

Chi era Klaus Hänsch

Nato il 15 dicembre 1938 a Sprottau, in Slesia (oggi Szprotawa, in Polonia), Hänsch visse fin da bambino le conseguenze dirette della Seconda guerra mondiale: nel 1945 la sua famiglia fu costretta a fuggire dalla Slesia, divenuta territorio polacco, per stabilirsi a Flensburg, nello Schleswig-Holstein. Un’esperienza che avrebbe segnato profondamente la sua visione politica, orientata fin da giovane verso l’idea di un’Europa unita capace di superare le divisioni del Novecento. Laureato in Scienze politiche nel 1965 e dottore di ricerca dal 1969, Hänsch entrò nella SPD nel 1964 e negli anni Settanta lavorò come portavoce e consulente scientifico presso il ministero della Ricerca del Land Nordreno-Vestfalia.

Eletto per la prima volta al Parlamento europeo nel 1979, Hänsch vi rimase ininterrottamente fino al 2009: trent’anni di mandato che ne fecero una delle figure più longeve e riconoscibili dell’istituzione. Fu vicepresidente del gruppo del Partito del Socialismo Europeo dal 1989, incarico che lasciò temporaneamente proprio per assumere la carica più alta dell’Assemblea. Dal 19 luglio 1994 al 14 gennaio 1997 fu infatti presidente del Parlamento europeo, succedendo al democristiano tedesco Egon Klepsch e cedendo poi il testimone allo spagnolo José María Gil-Robles. La sua presidenza cadde in un momento importantissimo per il continente: gli anni immediatamente successivi alla riunificazione tedesca e all’allargamento dell’Unione a Austria, Svezia e Finlandia, in un contesto di ridefinizione degli equilibri europei nel dopo Guerra Fredda.

Negli anni successivi Hänsch restò comunque una figura di riferimento nella costruzione istituzionale europea: fu membro del Presidium della Convenzione sul futuro dell’Europa tra il 2002 e il 2003, e rappresentò il Parlamento europeo nella Conferenza intergovernativa per l’adozione del Trattato costituzionale, tra il 2003 e il 2004. Fu inoltre un sostenitore convinto dell’allargamento dell’Unione verso l’Europa centro-orientale, compresa l’adesione della Romania. Tra i riconoscimenti ricevuti, la Gran Croce al Merito con Placca e Cordone dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca, oltre a dottorati honoris causa dall’Università di Loughborough (Regno Unito) e dall’Accademia di Economia di Poznań (Polonia), dove fu anche professore ospite. Era inoltre professore onorario dell’Università di Duisburg. Anche dopo il ritiro dalla vita parlamentare attiva, Hänsch aveva continuato a impegnarsi nella promozione del progetto europeo, guidando fino a tempi recenti l’Associazione degli ex membri del Parlamento europeo.

Le parole di Metsola

“Il nostro Parlamento europeo piange la perdita di un campione dell’Europa, che ha assunto l’incarico in un momento di profondo cambiamento per il nostro continente, e che non ha mai smesso di credere nel potenziale di questo progetto”, scrive sui social la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, ricordando il loro ultimo incontro avvenuto qualche settimana fa: “Il suo ottimismo incrollabile è emerso luminoso mentre descriveva i suoi sforzi in corso per promuovere il coinvolgimento civico e coltivare giovani leader europei”, le parole della presidente.

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