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Chi è Gerhard Schröder, l’ultima scommessa di Putin per chiudere la guerra

Recentemente, Vladimir Putin ha lasciato intendere che il conflitto con Kiev potrebbe essere vicino a una conclusione. Il leader russo ha suggerito il coinvolgimento di una figura specifica nei negoziati: una vecchia conoscenza che non ha mai condannato l’offensiva in Ucraina. Si riferisce all’ex Cancelliere tedesco Gerhard Schröder, alla guida della Germania dal 1998 al 2005.

Il legame con Putin 

Il Presidente russo punterebbe su Schröder come figura chiave per la mediazione nel conflitto ucraino: un’iniziativa singolare che ha generato opinioni divergenti nel panorama politico tedesco. Tale preferenza affonda le radici nella linea politica dell’ex Cancelliere: l’ottantunenne esponente della SPD è rimasto un alleato leale del Cremlino per oltre vent’anni. La sua riluttanza a censurare l’aggressione militare del 2022 ha scatenato dure critiche nel suo partito e ha comportato la revoca di alcuni benefici istituzionali legati alla sua passata carica.

Nel corso del suo mandato, Schröder ha consolidato i legami energetici tra Berlino e Mosca, mosso dal convincimento che l’interdipendenza commerciale e il flusso di gas avrebbero dissuaso la Russia da eventuali conflitti con l’Europa. Secondo questa visione, Mosca avrebbe avuto troppo da perdere, garantendo così maggiore sicurezza e prosperità economica alla Germania. L’ex cancelliere è stato inoltre una figura centrale nella realizzazione dei gasdotti Nord Stream 1 e 2, ricoprendo ruoli di vertice nel consiglio di amministrazione del colosso petrolifero Rosneft, incarico abbandonato solo nel 2022.

Il percorso politico 

Gerhard Schröder ha guidato la Germania come Cancelliere federale dal 1998 al 2005, compiendo la sua intera parabola politica tra le fila della SPD. Dopo aver diretto l’organizzazione giovanile del partito (Jusos) sul finire degli anni Settanta, nel 1989 ha assunto la presidenza federale dei socialdemocratici. L’anno successivo è stato scelto per guidare la Bassa Sassonia come Ministro-Presidente, al timone di un’alleanza tra socialdemocratici e Verdi, venendo poi riconfermato per altri due mandati con la maggioranza assoluta dei voti. Nel 1998, Schröder ha sfidato Helmut Kohl per la Cancelleria, trionfando alle consultazioni legislative e inaugurando la prima coalizione rossa a livello nazionale. Il suo mandato è stato rinnovato nel 2002, quando è riuscito a sconfiggere lo sfidante dell’Unione (CDU/CSU), Edmund Stoiber.

Le critiche in Germania 

L’ipotesi avanzata dal leader russo sta generando pareri discordanti tra i socialdemocratici. Un intermediario tra Mosca e l’UE “non può semplicemente essere un amico di Putin”, ha affermato Michael Roth, già alla guida della commissione Affari Esteri del Bundestag per l’Spd, parlando al Tagesspiegel. “Il punto essenziale è che Schroeder deve essere prima di tutto accettato dall’Ucraina. Né Mosca né noi possiamo decidere al posto di Kiev”, ha precisato. Tuttavia, nella Spd non mancano voci più possibiliste rispetto all’iniziativa di Vladimir Putin. “Questa deve essere attentamente valutata in stretta consultazione con i nostri partner europei e non deve essere categoricamente esclusa fin dall’inizio”, ha sottolineato Adis Ahmetovic, che cura i rapporti esteri per i socialdemocratici al Bundestag, ai microfoni dello Spiegel.

Se non vogliamo che Putin e Trump decidano da soli il futuro dell’Ucraina, dobbiamo cogliere ogni opportunità. Anche se minima”, ha rincarato il parlamentare Ralf Stegner tra le colonne di Der Spiegel. Sul fronte delle opposizioni, il suggerimento trova l’appoggio del Bsw, formazione della sinistra filorussa fondata all’inizio del 2024. “Dovremmo rivolgerci all’ex cancelliere. Cosa abbiamo da perdere?”, ha asserito all’Afp il leader della forza politica, Fabio De Masi. Di parere opposto Marie-Agnes Strack-Zimmermann, dei liberali della Fdp, che ai quotidiani del gruppo Funke ha risposto: “Ci sono seri dubbi sul fatto che questa sia una buona idea”.

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