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Per mesi è stato il volto più esposto mediaticamente della vicenda di Pamela Genini, la 29enne uccisa il 14 ottobre 2025 a Milano dall’ex compagno Gianluca Soncin. Francesco Dolci, impresario edile di 41 anni originario di Sant’Omobono Terme, in provincia di Bergamo, si era presentato come ex fidanzato e amico della giovane, raccontando in diverse trasmissioni televisive il rapporto avuto con Pamela e le sue paure negli ultimi mesi di vita. Ora però lo scenario cambia radicalmente: la Procura di Bergamo lo ha iscritto nel registro degli indagati per vilipendio di cadavere e profanazione di sepolcro nell’inchiesta sulla tomba violata della ragazza.

Gli investigatori lo hanno interrogato per ore nella caserma del Comando provinciale dei carabinieri di Bergamo. Secondo i militari, Dolci “ha risposto a tutte le domande” poste dal pm Giancarlo Mancusi, titolare dell’indagine. Al termine dell’interrogatorio è scattata anche una perquisizione nella sua abitazione di Sant’Omobono Terme, mentre gli inquirenti cercano di chiarire chi abbia profanato la tomba della giovane nel cimitero di Strozza, dove il corpo venne trovato decapitato durante le operazioni di traslazione della salma.

L’ultima telefonata con Pamela prima dell’omicidio

Francesco Dolci era diventato una figura centrale già nelle ore successive al femminicidio. Era infatti al telefono con Pamela Genini pochi istanti prima dell’irruzione di Gianluca Soncin nell’appartamento di via Iglesias, a Milano. Agli inquirenti aveva raccontato che la ragazza viveva nel terrore dell’ex compagno e che lui stesso la spingeva a denunciarlo.

Davanti alla procuratrice aggiunta Letizia Mannella e alla pm Alessia Menegazzo, Dolci aveva consegnato chat e messaggi, sostenendo che Pamela gli avesse confidato episodi di violenza gravissimi: dalla pistola puntata al ventre a un tentativo di accoltellamento, fino alle aggressioni durante una vacanza all’Isola d’Elba. Aveva inoltre ricordato il pestaggio subito dalla 29enne a Cervia e il successivo accesso all’ospedale di Seriate con un dito rotto. Le magistrate milanesi, però, gli avevano anche rivolto un richiamo preciso: limitare le apparizioni televisive. Dolci era ormai presenza fissa nei talk show dedicati al caso, spesso accompagnato dalla cagnolina Bianca, appartenuta a Pamela.

Le tensioni con la famiglia Genini

Proprio il cane Bianca è diventato uno dei motivi dello scontro pubblico tra Dolci e la famiglia della vittima. La madre di Pamela, Una Smirnova, ha più volte contestato la versione dell’uomo, sostenendo che tra lui e la figlia non vi fosse alcuna relazione sentimentale stabile.

“Non era il suo fidanzato, era solo un amico”, aveva dichiarato la donna, accusandolo anche di trattenere illegalmente la cagnolina della figlia. Secondo Smirnova, Dolci avrebbe rifiutato di restituire l’animale nonostante i tentativi fatti insieme ai carabinieri. La famiglia aveva inoltre criticato l’esposizione mediatica dell’uomo, accusandolo di “sfruttare l’immagine di Pamela”.

Con il passare dei mesi le accuse nei suoi confronti sono diventate sempre più pesanti. La madre della giovane ha definito “bugie” le ricostruzioni fornite da Dolci sui presunti giri criminali frequentati dalla ragazza e sulle minacce ricevute. In un’intervista televisiva a “Dentro la Notizia”, Smirnova aveva escluso sia la pista economica sia quella satanica dietro la profanazione della tomba, indicando invece la possibile presenza di “qualcuno ossessionato da Pamela”.

I 400mila euro dati a Pamela Genini e il rapporto definito “troppo presente”

Negli ultimi mesi Francesco Dolci era finito al centro dell’attenzione anche per le sue dichiarazioni sui soldi spesi per Pamela Genini. In un verbale ai carabinieri avrebbe sostenuto di averle dato circa 400 mila euro in sette anni tra viaggi, regali, cene e aiuti economici. Una cifra che gli investigatori hanno deciso di approfondire e che ha alimentato ulteriori sospetti e polemiche. Alcune amiche della vittima, ascoltate dai carabinieri, hanno descritto Dolci come una presenza costante nella vita della 29enne, “a volte troppo presente”.

Una testimonianza, in particolare, ha colpito gli investigatori: secondo un’amica di Pamela, “la persona che ha tagliato la testa di Pamela è una persona che ha fatto fatica a vivere il distacco”. Un riferimento che aveva acceso nuove ombre attorno alla figura dell’imprenditore bergamasco, pur senza accuse dirette.

Le teorie sui “giri criminali” e le minacce

Prima di essere indagato, Dolci aveva più volte sostenuto pubblicamente che Pamela fosse rimasta coinvolta suo malgrado in ambienti criminali legati a riciclaggio di denaro e contatti internazionali nell’Est Europa. Intervistato da Fanpage, aveva parlato di viaggi, regali costosi e presunte pressioni subite dalla ragazza. Secondo il suo racconto, la decapitazione del cadavere sarebbe stata un gesto intimidatorio nei suoi confronti: “Vogliono mettermi paura affinché non parli”, aveva dichiarato. Ipotesi sempre respinte dalla famiglia Genini e mai confermate ufficialmente dagli inquirenti.

Ora però il quadro investigativo cambia. Dopo settimane di indiscrezioni e sospetti, la Procura di Bergamo ha deciso di iscrivere proprio Francesco Dolci nel registro degli indagati. Un passaggio che segna una svolta nell’inchiesta sulla profanazione della tomba di Pamela Genini e che potrebbe ridefinire completamente il ruolo dell’uomo all’interno della vicenda.

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