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Chi è Enrico Costa, il nuovo capogruppo di Forza Italia alla Camera. Avvocato ed ex Ministro sotto i governi Renzi e Gentiloni, il profilo
È Enrico Costa il nuovo capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. La decisione è stata definita nelle ultime ore e sarà formalizzata nella riunione dei deputati azzurri, segnando un passaggio chiave nel percorso di rinnovamento del partito. Costa subentra a Paolo Barelli, pronto a lasciare la guida del gruppo parlamentare per assumere l’incarico di vice ministro ai Rapporti con il Parlamento. Un cambio che si inserisce in una più ampia operazione di riassetto degli equilibri interni e di rafforzamento della presenza azzurra nell’azione di governo.
Alla base dell’accordo, una complessa mediazione politica interna sostenuta anche dall’intervento della famiglia Berlusconi, che ha spinto per imprimere una svolta al partito fondato da Silvio Berlusconi. Una linea raccolta dal segretario Antonio Tajani, chiamato a guidare questa fase di riorganizzazione.
Chi è Enrico Costa
Avvocato, 56 anni, già ministro per gli Affari regionali nei governi guidati da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, Costa rappresenta una figura di esperienza e di equilibrio all’interno del panorama politico. Figlio dell’ex ministro liberale Raffaele Costa, è da tempo uno dei principali interpreti della cultura garantista in Parlamento. Nel corso della sua carriera ha attraversato diverse esperienze partitiche nel centrodestra e nel centro.
Il suo percorso politico inizia molto presto: nel 1990 viene eletto consigliere comunale a Villanova Mondovì proprio nelle liste del Partito Liberale Italiano. Negli anni successivi consolida la sua presenza nelle istituzioni locali piemontesi, passando poi a Forza Italia dopo l’esperienza nell’area centrista. Nel 2000 entra in Consiglio regionale del Piemonte, dove sarà poi rieletto nel 2005, arrivando a ricoprire anche il ruolo di vicepresidente dell’assemblea. Nel 2006 viene eletto per la prima volta alla Camera dei deputati. Da quel momento Costa diventa una presenza stabile a Montecitorio, venendo rieletto in più legislature con Il Popolo della Libertà e poi con altre formazioni di centrodestra. Durante la sua attività parlamentare si distingue soprattutto sui temi della giustizia, lavorando nella Commissione Giustizia e sostenendo posizioni garantiste. È stato relatore di provvedimenti molto discussi, come il Lodo Alfano e il cosiddetto “legittimo impedimento”.
L’esperienza di governo
Nel 2014 entra nel governo come viceministro della Giustizia, affiancando il ministro Andrea Orlando. Due anni dopo, nel 2016, viene nominato ministro per gli Affari regionali e le Autonomie nel governo Renzi, incarico confermato anche nel successivo governo Gentiloni, con delega alle politiche per la famiglia. Nel luglio 2017 si dimette dal ruolo di ministro, motivando la scelta con il dissenso su alcuni provvedimenti dell’esecutivo: una decisione che segna un passaggio importante nella sua carriera politica. Dopo l’esperienza nel Nuovo Centrodestra e in Alternativa Popolare, Costa rientra in Forza Italia, per poi passare nel 2020 ad Azione, il partito fondato da Carlo Calenda. All’interno di Azione diventa vicesegretario e rafforza il proprio profilo politico, portando avanti battaglie legate alla giustizia e ai diritti, tra cui l’iniziativa “presunto innocente”, incentrata sul principio garantista. Nel 2022 viene nuovamente eletto alla Camera dei deputati.
Nel 2024, dopo divergenze con la linea politica di Azione, lascia il partito e rientra in Forza Italia, tornando così nell’area del centrodestra. Contestualmente si dimette anche da incarichi istituzionali di rilievo alla Camera.
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