Rinnovo Patente? Facile ed Economico

image

A pochi giorni dal 9 maggio, giornata dedicata al ricordo delle vittime del terrorismo, torna ad aprirsi una ferita mai realmente rimarginata nella storia italiana. Le recenti dichiarazioni televisive rilasciate da Roberto Savi riaccendono infatti interrogativi profondi sulla stagione di sangue che tra il 1987 e il 1994 sconvolse l’Emilia-Romagna e le Marche.

La Banda della Uno Bianca, composta quasi interamente da poliziotti in servizio, lasciò dietro di sé 24 morti e oltre cento feriti, seminando paura e sgomento nel Paese. Oggi, le parole pronunciate da Savi — con riferimenti a presunti “mandanti”, “servizi particolari” e “protezioni dall’alto” — spingono l’Associazione Vittime del Dovere a chiedere un deciso cambio di prospettiva investigativa e istituzionale.

La Banda della Uno Bianca, non era criminalità comune

Secondo l’Associazione, non sarebbe più sufficiente continuare a leggere quei fatti esclusivamente come episodi di criminalità comune. Le nuove ombre evocate imporrebbero invece di approfondire, con strumenti adeguati e massima trasparenza, eventuali profili di eversione, depistaggio e coperture istituzionali.

Pur sottolineando che non sia possibile attribuire automatica credibilità a un pluriomicida condannato all’ergastolo e non collaboratore di giustizia, l’Associazione ritiene che tali dichiarazioni debbano essere verificate fino in fondo. Non per delegittimare lo Stato, ma — afferma — per difenderne l’essenza democratica attraverso l’accertamento della verità.

Il piano “Verità di Stato”, l’Associazione Vittime del Dovere vuole andare fino in fondo

Da qui nasce il piano “Verità di Stato”, con una duplice richiesta formale rivolta alle istituzioni. Da un lato, l’attivazione immediata della Procura competente affinché acquisisca il girato integrale dell’intervista, convochi i soggetti coinvolti e accerti se si sia di fronte a fatti concreti o a mere dichiarazioni calunniose. Dall’altro, la richiesta al Parlamento di istituire una Commissione Bicamerale d’inchiesta capace di ricostruire in modo organico il contesto storico, politico e internazionale entro cui maturò la vicenda della Uno Bianca.

L’Associazione Vittime del Dovere annuncia inoltre la volontà di costituirsi parte civile in qualsiasi eventuale nuovo procedimento penale dovesse emergere dalle verifiche giudiziarie, ricordando come tra le vittime vi fossero anche appartenenti alle Forze dell’Ordine. Contestualmente verranno sollecitate interrogazioni parlamentari urgenti rivolte ai Ministri dell’Interno e della Giustizia.

L’appello delle Vittime del Dovere: “Quando i cittadini chiedono verità, le Istituzioni sono costrette ad agire e a fornire risposte

Infine, un appello alla società civile e al mondo dell’informazione: non archiviare questa vicenda come semplice cronaca nera. Per l’Associazione, mantenere viva la memoria collettiva e pretendere trasparenza rappresenta l’unico argine contro l’oblio e contro ogni possibile menzogna istituzionale.

Quando i cittadini chiedono verità — conclude la nota — le Istituzioni sono costrette ad agire e a fornire risposte”.

L’Associazione ha inoltre rivolto un pensiero alle vittime e ai loro familiari, ricordando come al dolore delle perdite si aggiunga ancora oggi il peso di interrogativi mai del tutto chiariti.

Rinnovo Patente? Facile ed Economico

Questo articolo è stato pubblicato in origine su questo sito internet