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Michele Senese, Leandro Bennato e Alessandro Capriotti sono le tre figure che la Direzione distrettuale antimafia di Roma indica, con ruoli differenti, dietro l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, noto come “Diabolik“. Le contestazioni sono ancora nella fase cautelare e dovranno essere provate nel processo.

Piscitelli, ex leader degli Irriducibili della Lazio, fu ucciso con un colpo di pistola alla testa il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti di Roma. Il 9 settembre 2026 Carabinieri e Polizia hanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare nell’ambito della nuova ricostruzione della Dda.

Caso Diabolik-Piscitelli: Michele Senese e l’assenso all’omicidio secondo la Dda

La figura indicata dagli investigatori al vertice della decisione è Michele Senese, conosciuto come “‘O Pazz” e storico capo dell’omonimo clan. Secondo la Dda, avrebbe fornito l’assenso preventivo ritenuto necessario per procedere all’uccisione di Piscitelli.

La ricostruzione dell’accusa lega il delitto agli equilibri del traffico di droga a Roma. Piscitelli, pur considerato in passato vicino all’area dei Senese, avrebbe acquisito una crescente autonomia nella gestione degli affari e avrebbe versato al gruppo somme considerate insufficienti rispetto ai profitti ottenuti.

Questa è l’ipotesi investigativa contenuta nell’ordinanza e non costituisce un accertamento definitivo di responsabilità.

Caso Diabolik-Piscitelli: i ruoli attribuiti a Bennato e Capriotti

Leandro Bennato viene indicato dagli inquirenti come uno dei principali organizzatori dell’azione. La Dda lo colloca nella rete di interessi criminali che, secondo l’accusa, avrebbe avuto convenienza nell’eliminazione di Piscitelli per modificare gli equilibri del narcotraffico nella Capitale.

Un ruolo differente viene attribuito ad Alessandro Capriotti. Gli investigatori ritengono che avrebbe agito come collegamento con la vittima e organizzato il falso appuntamento che portò Piscitelli sulla panchina di via Lemonia, al Parco degli Acquedotti. Lì il killer lo attendeva travestito da runner.

L’ordinanza conta quasi 800 pagine e ricostruisce anche rapporti tra diversi gruppi criminali impegnati nel traffico di stupefacenti a Roma.

Le sette persone raggiunte dalle misure sono gravemente indiziate, a vario titolo, per reati che comprendono omicidio aggravato con metodo mafioso, associazione finalizzata al narcotraffico, estorsione e tentato omicidio. Le responsabilità individuali dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento.

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