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Roberto Gualtieri ha un potenziale concorrente in più nella corsa elettorale per la poltrona di Sindaco di Roma. Per essere rieletto, dovrà vincere anche la concorrenza di Valerio Carocci o di chi per lui. Il caso Metropolitan ha lasciato il segno, e forse anche in eredità, una lista civica. L’idea sta trovando immediatamente larghi consensi fra attori, registi e un lungo elenco di personalità legate a spettacolo e cultura. Dunque, un bacino di voti importante e impossibile da ignorare.

Chi è Valerio Carocci

Valerio Carocci è un profilo molto noto a Roma. Esercente e imprenditore nel settore della cultura, presidente della Fondazione Piccolo America. Gestisce dei fondi per alcune arene estive in città, ha ristrutturato il Cinema Troisi. Impegnato nella diffusione della cultura in tutte le forme e allergico a finanza speculativa e cementificazione, su una sua lista civica si vociferava già da qualche anno. La possibilità si avvicina alla concretezza dopo la rottura con il sindaco: Carocci comunque non vuole candidarsi in prima persona, ma potrebbe essere al lavoro per trovare un nome spendibile. Una cosa è certa: il progetto, qualora dovesse concretizzarsi, sarà alternativo alla candidatura di Roberto Gualtieri.

Il pomo della discordia, il caso Metropolitan

Molto, se non tutto, nasce dal destino del Metropolitan, sala cinematografica chiusa dal 2010 (neanche poco) ma ancora storico spazio nel cuore della città: il salotto di via del Corso, buono abbastanza per interrogarsi sulla possibilità di utilizzarlo commercialmente lasciandone intatta una (piccola) parte di vocazione culturale. Ed è proprio in questo fazzoletto di scivoloso terreno che l’equilibrio retto sul 30% – 70% a favore del commercio si è rotto. Roma Capitale e Regione Lazio ritengono che una sala, sebbene produca relazioni e identità culturale, non copra i costi necessari a riqualificare e recuperare il cinema. Spesa sostenibile solo a determinate (tradotto: quelle) condizioni. Carocci si ribella.

Carocci, il programma e il sostegno del mondo dello spettacolo

L’idea di Carocci è semplice: combattere il cemento per città più a dimensione d’uomo. A suo avviso, la speculazione finanziaria non garantisce la salvezza degli immobili, specialmente se sono destinati alla produzione e alla diffusione della cultura, che ha un interesse pubblico non calcolabile, nel senso lato del termine. Tesi accolta e approvata da diversi big del panorama italiano e internazionale. Basti pensare a Paolo Virzì, Ken Loach, Alessandro Borghi e Luca Marinelli. Uno scontro ideologico che ha mobilitato la Roma intellettuale a sfidare Gualtieri sul concetto di redditività: le risorse pubbliche possono coprire i mancati profitti di un luogo che genera cultura mortificandone l’essenza o si può trovare un compromesso?

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