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Campo largo, si cerca una gravità permanente

Da Italia Viva ad Azione, passando per Picierno, Magi, Tabacci, Marattin, Ruffini e Onorato. Fra partiti, liste e nuovi movimenti civici, il mondo liberal-democratico si moltiplica ma fatica a trovare una casa comune. Il rischio è quello di una galassia di partitini incapaci di incidere davvero sugli equilibri politici.

Renzi sfida il campo largo: “Serve un’area riformista”, ma con chi?

Campo largo e traffico in Centro: si cerca una gravità permanente
Una partita difficile da giocare per Italia Viva, lontana anni luce dal Pd di Elly Schlein

Il centro torna a essere il grande cantiere della politica italiana. In vista delle elezioni politiche del 2027, prova a organizzarsi ma non converge, anzi si imbottiglia nel traffico e sembra procedere verso una nuova frammentazione. Matteo Renzi, leader di Italia Viva oggi dentro il progetto di Casa Riformista, rivendica uno spazio autonomo all’interno dell’opposizione.

L’ex premier punta sulle primarie e annuncia che Italia Viva presenterà un candidato ma il nodo resta politico: il rapporto con il Movimento 5 Stelle e il resto del Campo largo che continua a considerare Renzi un elemento difficilmente compatibile. Del resto, anche l’ex premier ci mette del suo: rivendica il ruolo di oppositore e respinge l’idea di entrare in Parlamento attraverso accordi di coalizione.

La carica dei liberal democratici: alla ricerca dello spazio perduto

Anche Carlo Calenda prepara la sua partita cercando di costruire un’area di respiro europeista. Il leader di Azione vuole riunire popolari, liberaldemocratici, riformisti e socialiste liberali. Un progetto ambizioso: oltre a cercare (difficili) intese, è incompatibile sia con centrodestra che con il campo largo guidato dal Pd.

A dargli manforte ci prova Pina Picierno, uscita dal PD dopo le critiche alla linea politica di Elly Schlein. E poi c’è chi si muove da Roma allargando l’orizzonte verso scenari e alleanze da esplorale: Riccardo Magi con +Europa potrebbe sposare l’esperienza civica di Alessandro Onorato con Progetto Civico Italia per intercettare quell’elettorato moderato e riformista, schiacciando l’occhio a quel radicale che oggi non trova una rappresentanza stabile.

Autostrada poco frequentata: tanti leader, pochi elettori

Si è sempre parlato di “autostrada” da percorrere raccogliendo voti e consensi fra disillusi, astensionisti e terzopolisti. La realtà è che al netto della tesi di uno spazio enorme da riempire tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein ci sono tanti leader e pochi elettori e il rischio è che la corsa alla leadership prevalga su un progetto comune.

Del resto ogni protagonista rivendica il proprio ruolo, ogni movimento una precisa identità. Non c’è però il leader capace di unire davvero queste anime. E mentre il centrodestra punta sulla compattezza della maggioranza e il centrosinistra prova a costruire il campo largo, il centro continua a ruotare intorno a sé stesso alla ricerca di un centro di gravità permanente.

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