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Roma è la prima città italiana a dotarsi di un “Piano Caldo”. L’ondata anomala e i picchi di calore anche torrido registrati nelle ultime settimane rendono inevitabile proteggersi. E così è arrivata l’accelerata del Campidoglio che ha presentato una strategia legata a ridurre l’impatto legato alle conseguenze dell’innalzamento delle temperature.
Roma laboratorio di adattamento al nuovo cambiamento climatico
Il sindaco Roberto Gualtieri ha spiegato i motivi che hanno spinto Roma a dotarsi del Piano che renderà la capitale una sorta di laboratorio di studio sugli adattamenti all’innalzamento delle temperature: “Le ondate di calore non rappresentano più una eccezione e noi saremo la prima città in Italia a presentare una vera e propria strategia per ridurre l’impatto del caldo”. Scelta dettata dall’impossibilità di restare fermi di fronte a impatti che rischiano di mettere in crisi infrastrutture e vivibilità. “Ridurre il caldo nelle città è possibile, anche di 10 gradi, con interventi di depavimentazione, messa a dimora di alberi e creazione di spazi ombreggiati e irrigati. È necessario dare continuità agli interventi e adattare gli spazi della città al nuovo scenario climatico per garantire che siano sicuri e vivibili per tutti”.
Il dettaglio del Piano Caldo: numeri e destinatari

Il piano nasce con per dare supporto alle persone più fragili, intervenire su piazze e spazi pubblici coinvolgendo anche le infrastrutture, creando nuovi punti di acqua potabile e climatizzazione. Nel dettaglio sono già allestiti dei centri di accoglienza multifunzionali, oltre alle quattro tensostrutture ereditate dal Giubileo. Sono previsti inoltre la consegna dei pasti a domicilio per i più fragili, con 5 mila ingressi gratuiti in 18 piscine comunali. Sono già stati piantani 38 mila alberi e 44501 metri quadrati depavimentati e riqualificati permettono di assorbire il calore. 3294, le fontanelle, 59 le case dell’acqua in città, sistemi di raffrescamento negli asili nido aperti sino a luglio e nei centri anziani. È possibile visionare la rete dei rifugi climatici di Roma con una mappa interattiva.
Obiettivi realistici: la cura delle persone e la sostenibilità
Gli obiettivi fissati dal piano caldo si riducono a tre macrotemi: prevenzione, informazione, allerta. Tradotto in termini pragmatici, si cercherà di ridurre gli effetti del caldo sulle persone lavorando sulla vivibilità degli spazi cittadini attraverso un potenziamento della resilienza delle reti idriche e di mobilità. Ad oggi la rete conta 178 rifugi al chiuso e 482 all’aperto. Si tratta di biblioteche, musei gratuiti, aule studio, parchi ombreggiati, strutture rinfrescanti e di accoglienza. Roma prova dunque a proteggersi: scelta dettata dai numeri: il 2025 è stato il terzo anno più caldo dal 1991, il 2024 è stato il primo e il 2022 il secondo. La temperatura del mar Tirreno è più calda di 0,85 gradi mentre aumentano le cosiddette notti tropicali con una minima mai sotto i 20 gradi: già quota 101.
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