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Gol, derby, scudetto, Champions, il Mondiale del 2006 e la scelta di restare sempre e solo a Roma: mezzo secolo di Francesco Totti raccontato attraverso le partite e i momenti che hanno segnato un’epoca. Francesco Totti compie 50 anni. E il numero, questa volta, fa quasi più impressione dei suoi record. Per l’ex capitano della Roma una festa allargata, lontana dai grandi eventi e dai riflettori: spegnerà le candeline a Las Vegas, dove è volato con Noemi Bocchi, i suoi tre figli Cristian, Chanel e Isabel e i due figli della compagna, Sofia e Tommaso.  

Da Brescia al primo gol: quando Totti era ancora soltanto un ragazzino

Una festa che resta in famiglia ma impossibile, per uno come Totti, non trasformare anche un compleanno a cifra tonda in un viaggio dentro la memoria. Perché raccontarlo significa ripercorrere un quarto di secolo della storia del calcio italiano e della Roma.  Venticinque stagioni, tutte con la stessa maglia, 786 presenze e 307 gol. Uno scudetto, due Coppe Italia, due Supercoppe italiane e una serie di prodezze diventate patrimonio collettivo: il cucchiaio a Van der Sar, il rigore contro l’Australia, il pallonetto al Milan, la rete al Bernabeu, la maglia del “vi ho purgato ancora” nel derby, la dedica “6 unica”, la doppietta nel derby, il selfie sotto la Curva Sud.  Il viaggio comincia il 28 marzo 1993. Al Rigamonti di Brescia, Vujadin Boskov decide di mandare in campo negli ultimi minuti un sedicenne della Primavera giallorossa. Si chiama Francesco Totti e prende il posto di Rizzitelli.

Dal primo gol al “cucchiaio”: il marchio di fabbrica

Buon compleanno, Totti: dal cucchiaio al Mondiale, 50 sfumature del Re di Roma

Il primo gol in Serie A arriva il 4 settembre 1994 contro il Foggia. In panchina c’è Carlo Mazzone, l’allenatore che più di altri comprende di avere davanti un talento speciale e decide di dargli fiducia. Ben spesa: arrivano le prime magie. Il pallonetto contro il Milan nel 1996. Il primo gol nel derby nel 1998, quando la Roma rimonta la Lazio dopo essere stata sotto 3-1. La cura Zeman lo completa fisicamente, la consacrazione definitiva arriva a  Euro 2000. Contro l’Olanda, nella semifinale del torneo che si decide ai calci di rigore, Totti scrive un passo iconico della sua carriera. Mentre si dirige sul dischetto, dice ai compagni: “Mo je faccio er cucchiaio”. Van der Sar è altro quasi due metri e dietro di lui c’è un muro arancione di tifosi olandesi. In un contesto del genere o si è pazzo, o talmente forti e sicuri da poterlo fare. E Totti non è pazzo. Cucchiaio, gol. Da quel momento, il gesto tecnico diventa quasi una firma.

Lo scudetto, il Bernabeu, Spalletti e il Mondiale: Totti diventa leggenda

Il 17 giugno 2001 è il giorno dello scudetto. Roma – Parma, ultima di campionato. Totti segna il primo gol della partita e apre la strada al terzo titolo. Pochi mesi al Bernabeu, il 30 ottobre 2002, la Roma batte il Real Madrid. Gol di Totti. Nel dicembre 2004 supera quota 100 in Serie A con la Roma Nel 2005 l’incontro con Spalletti che gli cambia la carriera. L’allenatore toscano lo vede centravanti. E ci azzecca. Totti segna a raffica, compresa una magia a San Siro, il pallonetto contro l’Inter a San Siro, uno dei gol più spettacolari della sua carriera. Il 19 febbraio 2006 Totti si frattura il perone contro l’Empoli. Il Mondiale sembra sfumato, ma il capitano giallorosso recupera e Marcello Lippi lo porta in Germania. Fiducia ben riposta: il 26 giugno, contro l’Australia, l’Italia è a un passo dall’eliminazione. Al 95′ Fabio Grosso conquista un rigore. Sul dischetto va Totti: pallone in rete. il 9 luglio 2006, è campione del mondo.

La Scarpa d’Oro, i derby e l’ultima magia

Il Mondiale non chiude la storia. La allunga. Nel 2007 Totti è Scarpa d’Oro grazie ai 26 gol in campionato. Nel 2012 supera Gunnar Nordahl e diventa il miglior marcatore nella storia della Roma. A 38 anni, il 30 settembre 2014, Totti segna in casa del Manchester City in Champions League. Cucchiaio, of course: Joe Hart battuto, nuovo record: è il giocatore più anziano ad aver segnato nella competizione. Nel 2015 arriva un’altra immagine simbolo. Derby di Roma, gol in semirovesciata e selfie con la Curva Sud. È una delle esultanze più riconoscibili della storia recente del calcio. Il momento più cinematografico arriva il 20 aprile 2016. Si gioca Roma-Torino. La squadra giallorossa è sotto 2-1. Spalletti manda in campo Totti a pochi minuti dalla fine. Prima arriva il pareggio. Poi il rigore del 3-2. Due gol in due minuti. l’Olimpico esplode di lacrime e gioia.

Il 28 maggio 2017: l’ultima partita e le lacrime

Un anno dopo, sono solo lacrime: è il 28 maggio 2017 si gioca Roma – Genoa.  Totti entra nella ripresa. L’Olimpico sa che non sarà una partita come tutte le altre. Al fischio finale comincia la cerimonia. Totti gira per il campo, saluta la Curva Sud, abbraccia i compagni e piange. “Adesso ho paura”. Del resto, non è facile chiudere una parte della propria vita. Perché il 28 maggio non finisce soltanto una carriera, ma un momento di condivisione collettiva: vedere Francesco Totti senza la maglia della Roma e la Roma in campo senza Totti è uno spartiacque. Due anni dopo, finisce anche la storia con la Roma: è il 2019, arriva anche l’addio alla società. La conferenza stampa al Coni segna la conclusione del rapporto con il club anche fuori dal campo. Da allora le strade non si sono più incrociate: eppure il tempo non ha cancellato il Capitano. Il senso di appartenenza è per sempre.

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