Rinnovo Patente? Facile ed Economico

Il commento di Saverio Berlinzani, analista di ActivTrades
Gli elementi della comunicazione e della decisione della Bce che potrebbero sorprendere i mercati e modificare le aspettative dipendono dai toni della comunicazione di Miss Lagarde, la quale potrebbe confermare ulteriori rialzi, o al contrario, chiarire che si tratti di un aumento finale del costo del denaro. Inoltre nuove proiezioni dello staff Bce potrebbero, anch’esse cambiare le aspettative, così come eventuali annunci a sorpresa su una eventuale fine anticipata del programma Pepp, che significherebbe una mossa analoga ad una stretta monetaria. L’altro aspetto da osservare, sarebbe una decisione di rialzo dei tassi non unanime all’interno del board. Ciò potrebbe creare ulteriore scompiglio, in un periodo difficile a livello globale, come quello attuale.
Con il petrolio vicino ai 100 dollari e l’inflazione al 3,3%, il rischio principale è che lo choc energetico alimenti i cosiddetti “effetti di secondo livello” (salari e prezzi alla produzione), costringendo la Bce a un ciclo di ulteriore restrizione monetaria o a mantenere i tassi elevati più a lungo del previsto, configurando uno scenario di stagflazione, dovuto evidentemente anche all’inevitabile rallentamento economico che l’aumento dei prezzi delle materie prime causerebbe nei paesi dell’Unione.
I rendimenti dei titoli di Stato a breve scadenza (2 anni), maggiormente sensibili alle decisioni di politica monetaria della Bce, salirebbero rapidamente per riflettere i nuovi rialzi dei tassi.
La curva potrebbe invertirsi ulteriormente, poiché i mercati prezzerebbero una forte frenata economica futura causata dalla stretta monetaria. Il che potrebbe generare un allargamento degli spread con i paesi ad alto debito dell’Eurozona (come i BTP italiani rispetto ai Bund tedeschi) che potrebbero subire una impennata. Il venir meno del supporto della banca centrale e il rincaro del costo del debito farebbero aumentare il premio al rischio richiesto dagli investitori.
Sui mercati azionari, il rallentamento economico inevitabile, unito al rialzo dei tassi, significherebbe, per le aziende, maggiori costi di finanziamento, con conseguente riduzione dei margini. Specie per i titoli growth ad alto rendimento. L’aumento dei costi energetici e dei mutui riduce il reddito disponibile dei consumatori e i margini storici delle imprese, impattando negativamente il settore automobilistico, il retail e i beni di consumo discrezionali. Gli unici settori a sovraperformare sarebbero l’Energy (grazie ai margini legati al petrolio alto) e parzialmente il settore Value o difensivo.
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