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Banca Ifis annuncia i risultati del primo semestre 2026: utile netto pari a 8 milioni di euro e margine di intermediazione pari a 406,5 milioni di euro
Banca Ifis chiude il primo semestre 2026 con un utile netto di 8 milioni di euro, un margine di intermediazione pari a 406,5 milioni e una posizione patrimoniale che il Gruppo definisce solida. La banca conferma inoltre l’obiettivo di raggiungere 75 milioni di euro di sinergie annue a partire dal 2027, grazie all’integrazione con illimity, alla cessione delle attività considerate non strategiche e alla revisione dell’infrastruttura informatica. Il risultato semestrale incorpora circa 30 milioni di euro di rettifiche e accantonamenti legati alle attività di revisione interna avviate dopo l’ispezione on-site condotta dalla Banca d’Italia. Il CET1 ratio si attesta al 13,4%, rispetto a un requisito regolamentare del 9,9%, mentre la liquidità disponibile raggiunge circa 2,1 miliardi di euro, con un Liquidity Coverage Ratio vicino al 550%.
Il margine di intermediazione è stato sostenuto da 261,7 milioni di margine di interesse, 71,3 milioni di commissioni nette e 73,5 milioni provenienti dall’attività di trading e dagli altri proventi. La performance ha beneficiato del contributo del business commerciale di Banca Ifis, della gestione del portafoglio finanziario e delle attività di turnaround di illimity. Il Gruppo illimity ha contribuito al margine di intermediazione per 113,4 milioni di euro. I dati del primo semestre 2026 non sono tuttavia pienamente confrontabili con quelli dello stesso periodo del 2025, perché i risultati dell’anno precedente non comprendevano illimity, acquisita nel luglio 2025.
Il costo del credito si è attestato a 83,6 milioni di euro. Nel semestre Banca Ifis ha contabilizzato 34 milioni dei 70 milioni di aggiustamenti incrementali annunciati al mercato il 25 giugno. La quota residua, pari a circa 36 milioni, è prevista nella seconda parte dell’anno. I costi operativi complessivi hanno raggiunto 308,8 milioni, di cui 125,4 milioni relativi al personale e 172,5 milioni alle altre spese amministrative. Le sinergie di costo dovrebbero diventare pienamente visibili dal 2027, una volta completata l’integrazione delle strutture operative e dei sistemi informativi.
Il settore Commercial & Corporate Banking di Banca Ifis, senza includere il contributo di illimity, ha generato ricavi per 168,3 milioni di euro e si conferma il principale pilastro del modello di business. Gli impieghi medi del comparto ammontano a 7,2 miliardi di euro, sostenuti da una clientela ampia e diversificata. Il factoring resta la principale fonte di ricavi, con 75,7 milioni, seguito dal Corporate Banking & Lending con 59,4 milioni e dal leasing con 33,3 milioni. Considerando anche il contributo di illimity, gli impieghi del Commercial & Corporate Banking sono indicati dal Gruppo in circa 9,6 miliardi di euro. Nel settore Npl i ricavi si sono attestati a 94,9 milioni, mentre gli incassi derivanti dall’attività di recupero, escluse le cessioni di portafogli, sono stati pari a 192 milioni.
Banca Ifis ha avviato un processo competitivo per la valorizzazione e il deconsolidamento del business dei crediti deteriorati. Secondo il Gruppo, l’operazione ha raccolto interesse da investitori italiani e internazionali, operatori specializzati, istituzioni finanziarie e fondi di private equity.
La trasformazione industriale è stata accompagnata dalla dismissione delle attività non core provenienti dal perimetro illimity. Nel febbraio 2026 la partecipazione del 50% detenuta da illimity in Hype è stata ceduta a Banca Sella per 85 milioni di euro. A maggio è stata completata la vendita di Abilio a Servizilegali.net, mentre il controllo di Quimmo Agency e Quimmo Prestige Agency è stato trasferito a Coima. Il 30 giugno è stata inoltre perfezionata la cessione del 100% di ARECneprix a Prelios per 30 milioni di euro, con un beneficio patrimoniale stimato in circa dieci punti base di CET1. Queste operazioni, insieme alla revisione dei contratti IT, dovrebbero semplificare il modello operativo e concentrare maggiormente il Gruppo sulle attività a maggiore valore aggiunto.
Nell’ambito dell’integrazione con illimity, Banca Ifis ha ridefinito la collaborazione con il Gruppo Finomnia attraverso un nuovo accordo pluriennale. Finomnia acquisirà il controllo totale di Finomnia Banking, società specializzata nei servizi IT per il settore bancario e nello sviluppo di piattaforme digitali. Il rapporto con Banca Ifis continuerà a concentrarsi sulle applicazioni considerate strategiche, tra cui i canali digitali e i sistemi per la gestione delle relazioni con i clienti.
La banca e Finomnia manterranno inoltre una partnership di lungo periodo in altermAInd, società dedicata allo sviluppo di prodotti e servizi basati su soluzioni digitali e sull’intelligenza artificiale. Il nuovo assetto dovrebbe contribuire al conseguimento di 50 milioni di euro di sinergie di costo annue dal 2027. A questi benefici si aggiungono le sinergie commerciali e di ricavo, per un obiettivo complessivo di 75 milioni all’anno.
Al 30 giugno 2026 il CET1 ratio consolidato era pari al 13,4%, in aumento rispetto al 13% di fine 2025. Il Total Capital Ratio si è attestato al 18,4%, rispetto al 15,3% del 31 dicembre. I coefficienti non comprendono l’utile generato nel primo semestre. I fondi propri ammontano a circa 2,56 miliardi di euro, mentre le attività ponderate per il rischio sono pari a 13,87 miliardi. La raccolta complessiva si attesta a 18,4 miliardi di euro, sostanzialmente stabile rispetto ai 18,7 miliardi di fine 2025. I crediti verso la clientela valutati al costo ammortizzato raggiungono invece 16,4 miliardi. A gennaio Banca Ifis ha collocato un prestito subordinato Tier 2 da 400 milioni di euro, con durata decennale e cedola del 4,55%, rafforzando ulteriormente la struttura patrimoniale e diversificando le fonti di finanziamento.
L’amministratore delegato Frederik Geertman ha definito il 2026 un anno di transizione, funzionale alla piena realizzazione del nuovo modello di business e al completamento dell’integrazione con illimity, previsto in autunno.
“Nel primo semestre del 2026 abbiamo compiuto passi decisivi per il percorso di integrazione con illimity, che procede secondo i piani“, ha dichiarato Geertman, sottolineando che la banca ha completato la valorizzazione degli asset non core e ridefinito l’infrastruttura IT del Gruppo. L’obiettivo è rafforzare il posizionamento di Banca Ifis come gruppo specializzato nel sostegno all’economia reale, con competenze nel Corporate & Investment Banking, nella finanza strutturata, nei capital markets e nei servizi alle imprese.
La nuova divisione Fürstenberg rappresenta inoltre l’asse strategico per lo sviluppo del private banking. Per il 2026 la banca ha indicato una guidance di utile compresa tra 100 e 110 milioni di euro, esclusi gli effetti del previsto deconsolidamento del portafoglio Npl e gli eventuali ulteriori impatti collegati al processo ispettivo della Banca d’Italia.
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