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Venerdì 4 settembre 2026, alle ore 21:30, si terrà il nono e penultimo incontro della rassegna letteraria Autorə in Vantina, organizzata dal comune di Capoliveri, dalla libreria MardiLibri di Portoferraio e dalla Pro loco di Capoliveri.
Il monologo della serata sarà affidato a Paolo Roversi, autore del giallo “E così per non morire. La nuova indagine della profiler Gaia Virgili” (SEM 2026).

Difficile riassumere in poche righe l’attività di Roversi: è prolifico autore di romanzi (tradotti in numerose lingue), sceneggiatore, giornalista, podcaster, studioso di Charles Bukowski, docente presso la Scuola Holden e Feltrinelli Education. Ha pubblicato con Mursia, Marsilio, Mondadori, Battello a Vapore. È fondatore di NebbiaGialla Suzzara Noir Festival, Milano in Bionda giallo e noir festival e del sito web MilanoNera. Il romanzo di cui parlerà venerdì 4 settembre è la seconda opera di narrativa presentata al pubblico di Autorə in Vantina in questa edizione; e non sarà l’ultima. Dopo l’esordio di Alessandra Castellazzi – che nel monologo del 20 luglio ha sviluppato e articolato in maniera diagonale i temi del suo romanzo – a Roversi seguirà infatti Veronica Raimo: per l’evento conclusivo della stagione, l’11 settembre prossimo, la Raimo porterà all’attenzione del pubblico la sua ultima fatica letteraria, “Non scrivere di me” (Einaudi 2026).

Tornando a Roversi, lo scrittore di Suzzara in questa sua ultima opera prende spunto da alcuni casi di cronaca nera, secondo un modo di fare ormai tipico del genere. Non si tratta però di un’operazione di ricostruzione alla Truman Capote, perché nel libro è la narrazione romanzesca degli eventi a farla da padrona. È lo stesso autore, nella nota conclusiva, a dichiarare come il «killer delle donne sole» che compare nelle pagine del romanzo non sia mai esistito. Sono invece esistite le vittime, fantasmi del passato uccisi da chissà chi.
Roversi scrive quindi per il «bisogno di dare un senso narrativo a una ferita rimasta aperta, di costruire una trama possibile, una trama capace di tenere insieme frammenti dispersi nella cronaca e nel silenzio».
Fa, in sostanza, ciò che di più essenziale fanno da sempre l’arte e la letteratura: rendere in nuova forma alla vita ciò che nella vita si nasconde o confonde.
Riprendendo un personaggio già presente in altre sue pubblicazioni (la profiler Gaia Virgili), Roversi si pone poi in quell’incrocio tra la ripetizione di elementi, stilemi e formule voluta dal genere e la necessaria varietà e novità di ogni storia.
“E così per non morire” pone la protagonista di fronte a quattro omicidi compiuti nel febbraio del 2020, mentre nel mondo sta scoppiando la pandemia da SARS-CoV-2. Da questi casi riemergerà «un enigma che affonda le radici nel passato»; un enigma che sovrapporrà due piani temporali distinti: quello della Milano degli anni Sessanta-Settanta e quello della stessa città, irreale e drammatico, nel periodo del lockdown, quando «la paura del virus» aveva «svuotato le strade e cancellato i rumori».

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