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Il Ministro: “Occorre riconoscere pienamente il principio di neutralità tecnologica e anticipare l’attuazione dell’Industrial Accelerator Act: non si può attendere il 2029”
“Non c’è più tempo da perdere: il 2026 deve essere l’anno delle riforme europee. Se non interveniamo subito, la transizione si trasformerà in deindustrializzazione“. È quanto ha dichiarato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, aprendo il tavolo automotive, che si è svolto a Palazzo Piacentini, cui hanno partecipato – oltre al Sottosegretario con delega alle crisi di impresa, Fausta Bergamotto – i vertici di Stellantis e le altre imprese del settore, le Regioni ove hanno sede gli impianti produttivi e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali.
“L’epicentro della crisi è a Bruxelles – ha aggiunto il Ministro – nelle follie del Green Deal, che ha messo in ginocchio l’industria automobilistica europea, favorendo la tecnologia e la produzione cinese. Oggi i fatti dimostrano che avevano ragione. Non è soltanto Volkswagen in grave difficoltà: la crisi sta investendo i principali costruttori europei e rischia di travolgere l’intera filiera industriale del continente.”
Durante il confronto, Urso ha poi ribadito che il governo italiano è stato il primo a promuovere il cantiere delle riforme europee, ricordando il non paper sul settore presentato insieme alla Repubblica Ceca che ha ottenuto il rinvio delle super multe e l’anticipare la revisione del regolamento sulla CO2. Ma non basta, ha ribadito il ministro: “Occorre da subito che sia pienamente riconosciuto il principio di neutralità tecnologica e anticipare l’attuazione dell’Industrial Accelerator Act: non si può attendere il 2029 per introdurre i requisiti Made in Europe e Low Carbon“. In questo contesto l’Italia sta lavorando affinché il perimetro geografico dell’IAA sia efficace e tuteli le produzioni europee.
Riguardo al nuovo DPCM automotive, un intervento di ampio respiro dal 2026 al 2030, che prevede 1,35 miliardi per il settore, il Ministro ha ribadito che il Governo ha impresso una svolta netta rispetto al passato, destinando il 70% delle risorse a sostegno della filiera attraverso gli Accordi per l’innovazione e i mini Contratti di sviluppo, con soglia di accesso più adatta alle PMI. Sul fronte della domanda, il provvedimento prevede invece gli interventi di ampio respiro per i veicoli commerciali, o veicoli di categoria L, il retrofit e le infrastrutture di ricarica, introducendo anche il noleggio sociale a lungo termine per le famiglie meno abbienti.
Infine, riguardo a Stellantis, il Ministro ha sottolineato che il Governo continuerà a monitorare con la massima attenzione l’attuazione del Nuovo Piano, verificando il rispetto degli impegni assunti. “Cinque miliardi di euro in nuove tecnologie, piattaforme e modelli più in sintonia con il mercato, insieme a 7 miliardi di contratti ogni anno per la filiera della componentistica, indicano la strada per salvaguardare tutti gli stabilimenti, l’occupazione e rilanciare la produzione. Un risultato ancora più significativo se confrontato con quanto sta accadendo altrove, a cominciare dalla Germania“, ha concluso il ministro.
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