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Sparatoria al gala con i giornalisti, da Mamdani a Pelosi condanna unanime e sostegno a Donald Trump: “Violenza politica inaccettabile”. Tutte le reazioni
Condanna unanime per quanto avvenuto durante la cena dei corrispondenti alla Casa Bianca, dove il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è rimasto coinvolto in una sparatoria all’interno della sede dell’evento. Le reazioni della classe politica americana sono state immediate e bipartisan.
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha definito l’episodio “violenza politica assolutamente inaccettabile”, sottolineando il sollievo per le condizioni del presidente e degli altri partecipanti: “Sono lieto che il presidente e gli ospiti siano sani e salvi”, ha scritto sui social. Dello stesso tenore la reazione dell’ex speaker della Camera Nancy Pelosi, che ha parlato di un “orribile atto di violenza”, esprimendo sollievo per l’incolumità di Donald Trump, della First Lady Melania Trump e di tutti i presenti. Pelosi ha inoltre elogiato il lavoro delle forze di sicurezza, definendole “coraggiose e decisive nell’intervento immediato”. “Uomini e donne del Servizio Segreto degli Stati Uniti e delle forze dell’ordine locali meritano di essere lodati per la loro pronta azione nel mettere in sicurezza la scena e proteggere i presenti. Come persona la cui famiglia ha subito violenze politiche, le mie preghiere sono rivolte all’agente ferito e a tutti coloro che sono stati colpiti dal trauma di questi orribili incidenti”, ha concluso Pelosi.
Il primo ministro canadese, Mark Carney, si è detto “sollevato” dal fatto che il presidente e la first lady degli Stati Uniti siano rimasti illesi: “Sono sollevato che il presidente, la first lady e tutti gli ospiti siano al sicuro dopo le notizie di colpi d’arma da fuoco alla cena dell’Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca di questa sera a Washington. La violenza politica non ha posto in nessuna democrazia e i miei pensieri vanno a coloro che sono stati colpiti da questo preoccupante incidente”, ha scritto Carney sui social. Il primo ministro australiano Anthony Albanese si è detto lieto di apprendere che tutti i partecipanti erano illesi. “Applaudiamo l’operato dei Servizi Segreti e delle forze dell’ordine per la loro rapida azione”, ha dichiarato.
Condanna anche da parte dell’ambasciatore britannico negli Stati Uniti, Christian Turner: “Siamo grati che il presidente e i presenti siano rimasti illesi e i nostri migliori auguri vanno all’agente ferito”, ha affermato. Il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, si è detto “profondamente sconvolto”: “Sono sollevato nel sapere che il presidente Trump, la first lady e gli altri presenti sono al sicuro. I miei pensieri e le mie preghiere sono con lui, e gli auguro continua sicurezza e benessere”. Il presidente argentino Javier Milei ha condannato quello che ha definito un “nuovo tentativo di assassinio” contro il presidente Trump, il quarto da quando ha iniziato il suo ritorno alla Casa Bianca”. La presidente messicana Claudia Sheinbaum, leader del Paese confinante a sud con gli Stati Uniti, ha dichiarato che è “un bene che il presidente Trump e sua moglie siano sani e salvi dopo i recenti eventi”. “Esprimiamo loro il nostro rispetto. La violenza non deve mai essere la soluzione”, ha affermato. La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha condannato sabato il “tentativo di attentato” a Trump: “Respingiamo il tentato attentato contro il presidente Donald Trump e sua moglie Melania, ai quali porgiamo i nostri migliori auguri, così come a tutti i partecipanti alla cena dei corrispondenti”, ha dichiarato, aggiungendo che la violenza “non sarà mai un’opzione” per coloro che difendono “le bandiere della pace”.
Le autorità: sospetto armato e dinamica in ricostruzione
Secondo quanto riferito dal capo della polizia di Washington Jeffrey Carroll, il sospettato avrebbe esploso almeno un colpo ed era in possesso di diverse armi, tra cui un fucile a pompa, una pistola e coltelli. L’uomo sarebbe stato ospite dell’hotel dove si svolgeva l’evento. La sindaca di Washington DC Muriel Bowser ha confermato che l’aggressore si è avvicinato agli agenti del Secret Service nella hall dell’albergo prima di essere fermato. Al momento, ha aggiunto, non ci sono elementi che suggeriscano il coinvolgimento di altre persone. Il sospettato, identificato come Cole Tomas Allen, 31 anni, ingegnere e sviluppatore di videogiochi residente in California, è attualmente in custodia e sottoposto a valutazione medica in un ospedale locale.
Le autorità federali stanno lavorando per ricostruire le motivazioni dell’attacco, mentre il Secret Service ha intensificato le misure di sicurezza intorno alla Casa Bianca e agli eventi pubblici del presidente.
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