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<em>Dall’amministrazione comunale di Portoferraio</em>
La narrazione della minoranza consiliare portoferraiese anche in questo ultimo consiglio comunale, come sempre del resto, vuole far vedere alla cittadinanza dei fantasmi che non esistono. Il comune di Portoferraio non è né il primo né l’ultimo comune italiano ad approvare una mozione di sfiducia nei confronti di un membro della propria maggioranza, in questo caso nei confronti del presidente del consiglio comunale. Inutile gridare allo scandalo. E passi il consueto show dove si recitano i soliti copioni presi in prestito dai giornali nazionali e riadattati alla realtà locale. Però a tutto c’è un limite.
L’attacco avvenuto giovedì 21 maggio al Nocentini politico, a dire della minoranza diverso dal Nocentini che tutti conoscono e dipinto come un despota anche all’interno della propria maggioranza, non può essere accettato. Intanto, la mozione di sfiducia approvata dal consiglio comunale – va detto affinché i cittadini comprendano – non è che la punta dell’iceberg di una serie di situazioni anomale che hanno messo in difficoltà a più riprese l’amministrazione comunale. Nonostante questo, il sindaco ha cercato personalmente e a più riprese di ricomporre i rapporti, che non sono soltanto interpersonali, ma di tutto il gruppo, come dimostra il voto compatto della maggioranza. Nel caso specifico che ha provocato la mozione, tutte le decisioni contestate al sindaco erano state preventivamente annunciate ai consiglieri, che le avevano condivise.
La stessa presidente del consiglio comunale, pur assente in quella circostanza, era stata messa al corrente delle decisioni prese. In ogni caso, nella mozione si contestava il comportamento della presidente del consiglio comunale che doveva essere super partes, non certo quello della consigliere comunale né il suo diritto di libera espressione.
Tornando poi al dibattito consiliare, è palese che la minoranza cercasse ogni appiglio per mettere in difficoltà l’amministrazione comunale, ma non per questo si può sentir parlare di “sindaco despota”, di “mostro” o – quel che è peggio – “antidemocratico”. Specie quando questo sindaco si chiama Tiziano Nocentini. La sinistra che non vuole né assistere alle argomentazioni del parere di legittimità espresso dalla Segretaria Comunale sulla mozione di sfiducia né partecipare al successivo voto, con la speranza di potersi appigliare a numeri e regolamenti interpretati a proprio piacimento, quella sì, è la più importante azione antidemocratica di questa giornata da dimenticare.
Da parte nostra possiamo soltanto garantire ai cittadini che questa amministrazione, che oggi esce ancor più compatta di prima da questo consiglio comunale, continuerà con energie sempre maggiori, grazie alle indiscusse qualità del nostro sindaco e al lavoro quotidiano della nostra squadra, nell’opera di ricostruzione del Comune di Portoferraio, con l’obiettivo di riportarlo alla sua piena operatività e di soddisfare per quanto possibile le esigenze dei propri cittadini. A testimoniarlo ci sono le azioni quotidiane che solo dalla parte sinistra dei banchi consiliari fanno finta di non vedere
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