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Vannacci, Patty L’Abbate (M5S): “L’Italia ha bisogno di occuparsi di salari e sanità, non di cancellare i diritti”

I principi etici, i diritti civili e le politiche sulla natalità tornano al centro del dibattito dopo la presentazione del programma di Futuro Nazionale, il partito guidato da Roberto Vannacci. Tra i punti più controversi toccati dal generale figura l’idea di restringere l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza, la stretta sulla somministrazione della pillola RU-486, la revisione del concetto di coppia legato unicamente al matrimonio e il no secco all’aumento delle spese militari per la Difesa. Posizioni che hanno riacceso lo scontro con le opposizioni sui diritti conquistati e sulle libertà individuali.

A fare il punto della situazione, per Affaritaliani, è Patty L’Abbate, deputata del Movimento 5 Stelle. Per la pentastellata, il programma di Vannacci “vuole riportare indietro di decenni l’orologio dei diritti”. La strada per sostenere la natalità non passa per la compressione della legge 194 o per l’ideologia, ma da “prevenzione, investimenti nei consultori, tutela dei salari, sanità pubblica e reali sostegni economici alle famiglie”.

“L’aborto non è un diritto”: è d’accordo con Vannacci?

“No. La legge 194 è una conquista di civiltà che tutela la salute, la libertà e l’autodeterminazione delle donne e non può essere rimessa continuamente in discussione. Se vogliamo davvero ridurre il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza, la strada non è comprimere i diritti, ma investire in prevenzione, consultori, educazione, sostegno economico e servizi per la maternità. Una donna deve essere libera di scegliere, non essere costretta né ad abortire per ragioni economiche né a portare avanti una gravidanza contro la propria volontà”.

Dallo stop alla RU-486 a domicilio al riconoscimento del concepito: qual è la posizione del M5S di fronte a queste proposte?

“Sulla RU-486 non deve decidere la politica sulla base di convinzioni ideologiche: devono decidere la scienza, le autorità sanitarie e i medici, garantendo alle donne sicurezza e assistenza. E sul riconoscimento giuridico del concepito chiediamo chiarezza: sostenere economicamente una donna fin dall’inizio della gravidanza è positivo; altra cosa sarebbe attribuire al concepito una soggettività giuridica utilizzabile per comprimere l’autodeterminazione della donna e rimettere indirettamente in discussione l’equilibrio della legge 194. Su questo noi non siamo disponibili ad arretrare”. 

Vannacci vuole il matrimonio come unico istituto di coppia: è un passo indietro sui diritti?

“È un enorme passo indietro. Lo Stato non deve decidere quali affetti siano degni di tutela e quali no. La società italiana è composta da famiglie diverse e il compito della politica è garantire diritti, responsabilità e protezione, non cancellarli. Noi vogliamo andare nella direzione opposta: ampliare i diritti e riconoscere piena dignità alle persone e alle famiglie, senza discriminazioni”.

No al 5% del Pil per la Difesa: il M5S condivide la sua posizione? E qual è la proposta di Vannacci che vi preoccupa di più?

“Il Movimento 5 Stelle è contrario all’obiettivo del 5% del Pil per le spese militari, ma non confondiamo posizioni apparentemente coincidenti con visioni politiche che sono profondamente diverse.  Noi diciamo no a una corsa al riarmo che sottragga centinaia di miliardi alla sanità, alla scuola, alle politiche sociali, alla transizione ecologica e agli investimenti. Vogliamo un’Europa protagonista della diplomazia e della pace, capace anche di costruire una vera difesa comune evitando duplicazioni e sprechi. Più che una singola proposta di Vannacci, mi preoccupa la visione complessiva che emerge: restringere diritti già conquistati e trasformare le libertà personali in un terreno di scontro ideologico. L’Italia ha bisogno di occuparsi dei salari, della sanità, delle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese, dei giovani che se ne vanno e della crisi climatica. Non di riportare indietro di decenni l’orologio dei diritti”.

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