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A Rebibbia il tempo potrà spesso sembrare, specialmente a chi osserva dall’esterno, una linea continua fatta di giornate che si assomigliano, attese interminabili e vaghi frammenti di una vita che non appartiene più a chi ormai vive all’interno delle sue mura. Eppure, alle volte, quegli stessi frammenti possono riemergere, facendoli riaffiorare nel presente. È attorno a quest’idea, semplice solo in apparenza, che prende forma il nuovo percorso teatrale del Centro Studi Enrico Maria Salerno, in programma nei prossimi mesi nel teatro della struttura detentiva.

Rebibbia: (ri-)provare il passato, una scena alla volta

L’ispirazione arriva da Marcel Proust, sebbene il progetto parta da un’intuizioni ben più concreta, ossia quella secondo cui il passato non rimane necessariamente dove lo abbiamo lasciato. Può tornare da noi attraverso una parola, un gesto, un’immagine, e il teatro, che di parole, gesti e immagini vive, diventa un modo per metterlo alla prova. Da qui nascono i due laboratori di recitazione, “Tempo Perduto” e “Tempo Ritrovato”, che coinvolgono 15 persone detenute ciascuno. Il primo è iniziato il 15 luglio e proseguirà fino al 22 dicembre, mentre il secondo prenderà il via il 1° settembre e continuerà fino alla fine dell’anno.

A Rebibbia il tempo va in scena: tra Proust, teatro e giorni da ritrovare
In scena cambiano i ruoli, cambiano le voci e cambia anche il modo di guardare ciò che è già successo

Il tempo perduto non è necessariamente soltanto quello che non torna più, così come quello ritrovato non è per forza qualcosa che si recupera identico a prima. Tra i due c’è tutto il lavoro del teatro: provare, sbagliare, cambiare una battuta, tornare su una scena e vedere se, alla prova successiva, funziona diversamente. In fondo, è una delle cose che il teatro fa da sempre: prende qualcosa che è già accaduto e lo rimette davanti agli occhi, ogni volta in modo leggermente diverso. Non cancella ciò che è stato, ma permette a chiunque di osservarlo, raccontarlo, e chissà, magari perfino osservarlo con occhi diversi.

È questo il senso dell’intera iniziativa del Centro Studi, che dal 2003 porta avanti, proprio nel teatro di Rebibbia, un percorso per costruire attorno al palcoscenico un luogo di formazione e produzione culturale. Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico “Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2026” promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, in collaborazione con SIAE.

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