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“Chiudere i canali con l’Egitto rischia di allontanarci dall’obiettivo” della ricerca della verità. Così la premier Giorgia Meloni rispondendo alle domande dei cronisti a Praga sul caso Regeni. “Siamo assolutamente determinati – ha detto – a cercare la verità su questa vicenda. La sentenza non è ancora passata in giudicato e quindi tutto quanto andrà fatto nei modi e nei tempi in cui sarà necessario farlo. Posso dire che in questa ricerca di verità e di giustizia noi abbiamo sempre utilizzato tutti i canali a disposizione, politici e diplomatici”. “Ho un po’ il dubbio che chiudendo quei canali noi ci avviciniamo ai nostri obiettivi piuttosto che allontanarci da quegli obiettivi”, ha concluso.

“Voglio ovviamente ribadire la mia vicinanza alla famiglia di Giulio Regeni e alla loro richiesta, ovviamente che è anche la nostra, di verità e di giustizia”, ha premesso la premier ricordando che lo Stato italiano “è parte civile nel processo. E quindi – ha aggiunto – anche noi siamo assolutamente determinati a cercare la verità su questa vicenda”. Poi ha sottolineato che “la sentenza non è ancora passata in giudicato e quindi tutto quanto andrà fatto nei modi e nei tempi in cui sarà necessario farlo”.

Anche Tajani è tornato sul caso Regeni. “Io non sono cauto, ho detto quello che è il contorno della sentenza di ieri. Ho detto altresì che bisogna accertare la verità e scoprire chi è o chi sono gli assassini di Regeni”. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, in un punto stampa al Parlamento europeo. “La sentenza di ieri ci ha detto soltanto chi sono i sequestratori, quindi bisogna andare avanti con grande serietà. Abbiamo sempre insistito con le autorità egiziane affinché collaborassero per accertare la verità“, ha aggiunto.

“Con la stessa discrezione e con lo stesso impegno che non devono essere sbandierati, perché a volte sbandierare impegno significa arrecare un danno o pregiudicare la riuscita di un’operazione, abbiamo fatto uscire dall’Egitto Patrick Zaki”, ha proseguito Tajani. “Noi siamo determinatissimi, stiamo dalla parte della vittima, cioè dalla parte di Regeni e dalla parte della famiglia. Vogliamo che i colpevoli siano individuati. Ho detto soltanto che la sentenza di ieri non ha individuato gli assassini, ci ha detto soltanto chi sono coloro che hanno sequestrato. Noi vogliamo che si vada avanti. Il governo si è costituito parte civile, quindi non abbiamo cambiato idea. Non si tratta di essere cauti o non cauti“, ha concluso.

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