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No alle armi a Kiev, stop al riarmo e rifiuto del “modello Albania”: Conte mette sul piatto le 20 proposte per la coalizione
Sono partite oggi le votazioni degli iscritti al Movimento 5 Stelle chiamati a esprimersi, fino alle 14 di domenica 20 settembre, sul programma in 20 punti che il partito intende portare al tavolo della coalizione progressista. Il quesito sottoposto alla base è diretto: dare o meno mandato al presidente Giuseppe Conte di presentare agli alleati una serie di proposte “per migliorare concretamente la vita delle italiane e degli italiani”.
Il pacchetto, denominato “Alleanza per la Costituzione“, tocca temi che vanno dal diritto alla salute – posto al primo punto – al lavoro e alle pensioni, passando per la semplificazione burocratica per le imprese, la legalità nella pubblica amministrazione, il contrasto al caro-affitti e al caro-energia, la tutela dell’ambiente e la lotta alle mafie. Non manca un capitolo dedicato ai diritti civili e alla democrazia partecipativa, né la contrarietà al cosiddetto “modello Albania” per la gestione dei migranti.
Il nodo più delicato riguarda però la politica estera. Il M5S chiede il primato del diritto internazionale e del multilateralismo, invocando un recupero dello “spirito di Helsinki”. Sul fronte della difesa, la linea è di netto dissenso rispetto all’attuale impostazione europea e atlantica: no al piano di riarmo dell’Unione europea (Rearm Eu), no all’innalzamento al 5% del Pil della spesa militare concordato in sede Nato, sì invece a “piani condivisi di disarmo” e a una difesa comune europea. Sul Medio Oriente, il partito chiede il riconoscimento dello Stato palestinese e la fine del rapporto privilegiato tra Ue e Israele.
Ancora più esplicito il punto sulla guerra in Ucraina, al centro della diciassettesima delle venti aree tematiche, intitolata “L’Italia ripudia la guerra”. Il testo sottoposto al voto degli iscritti parla apertamente di un “approccio fallimentare” dell’Italia e dell’Europa nei confronti del conflitto, sostenendo che continuare a inviare armi a Kiev significhi in realtà allontanare la pace, e chiedendo una “svolta negoziale” che coinvolga l’intera comunità internazionale a tutela delle ragioni del Paese aggredito. Un posizionamento destinato a riaccendere le tensioni già emerse più volte all’interno del centrosinistra su questo dossier.
Conte ha definito il programma il frutto di “un lungo e prezioso lavoro” del Consiglio nazionale, che ha tenuto conto sia del percorso partecipativo degli ultimi mesi sia dell’attività politica già svolta dal Movimento in questi anni. Una “sintesi politica”, ha aggiunto il leader M5S, costruita a partire dai contributi di oltre 17mila cittadini coinvolti negli eventi sul territorio – iscritti e non al Movimento – e dall’esito del confronto deliberativo online. Tra le novità del pacchetto anche un “patto generazionale” pensato per rivolgersi in particolare ai più giovani.
L’esito della consultazione arriverà alla vigilia della kermesse conclusiva “Nova – Parola agli italiani”, in programma questo weekend a Milano, dove i 20 punti dovrebbero essere formalmente al centro del dibattito.
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