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Dario Amodei accusa gran parte dell’industria tecnologica di aver nascosto i rischi dell’intelligenza artificiale e chiede più controllo pubblico. Il numero uno di Anthropic esclude però uno stop totale e indica nella competizione con la Cina uno dei problemi più difficili da gestire.

Cyberattacchi, bioterrorismo e perdita di controllo tra i rischi indicati dal numero uno di Anthropic

Dario Amodei alza ulteriormente il livello dello scontro sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale. Dopo aver chiesto al settore di procedere a un “ritmo piu’ lento”, il fondatore e amministratore delegato di Anthropic accusa gran parte dell’industria tecnologica di non aver raccontato con trasparenza i pericoli legati allo sviluppo dei sistemi più avanzati.

“Non vi mentirò: esistono pericoli reali. Per troppo tempo l’industria ha mentito alle persone sul fatto che questa tecnologia comportasse dei rischi. Noi di Anthropic non lo abbiamo mai fatto, ma gran parte del settore si’”, ha dichiarato Amodei al programma “Sunday Morning” della Cbs. Il manager indica tra i rischi l’utilizzo dell’IA per attacchi informatici, azioni di bioterrorismo, la possibile perdita di controllo dei sistemi e gli effetti sull’economia. La risposta, secondo Amodei, non può però essere un “divieto totale”.

“Non credo che vietarla completamente sia l’approccio giusto. Innanzitutto, non mi sembra accettabile rinunciare per sempre agli incredibili benefici e alle cure mediche. In secondo luogo, questa tecnologia sara’ sviluppata in altri Paesi, compresi quelli autoritari”, ha spiegato.

La competizione con la Cina e la richiesta di controllo pubblico

Amodei definisce il “dilemma piu’ difficile” la possibilità che la Cina continui a sviluppare l’intelligenza artificiale mentre gli Stati Uniti rallentano. È il problema che mette direttamente in relazione sicurezza e competizione tecnologica internazionale.

Il fondatore di Anthropic ha ammesso di sentirsi “a disagio” di fronte al fatto che una tecnologia con un potere simile sia controllata da un’azienda privata anziché da un governo eletto democraticamente. La soluzione proposta passa da una “combinazione di governi democratici” incaricata di esercitare una “governance congiunta” e di monitorare le aziende che sviluppano i sistemi più avanzati.

“Se costruiremo l’intelligenza artificiale nel modo giusto, credo che la probabilita’ che accada qualcosa di negativo sara’ molto bassa. Se lo faremo nel modo sbagliato, sara’ molto alta”, ha avvertito Amodei. La posizione arriva dopo il saggio nel quale il numero uno di Anthropic ha chiesto di rallentare lo sviluppo delle capacità dei modelli. All’appello si sono uniti anche Sam Altman di OpenAI ed Elon Musk di xAI. Sul rapporto tra sicurezza e competizione internazionale, Donald Trump e lo speaker della Camera Mike Johnson sostengono invece che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale debba continuare per impedire alla Cina di conquistare la leadership tecnologica.

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