Rinnovo Patente? Facile ed Economico

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Giancarlo Giorgetti propone di tassare al 5% gli aumenti di stipendio riconosciuti ai giovani dalle aziende. L’ipotesi sarà discussa nella coalizione nelle prossime settimane. Il ministro vuole anche rivedere gli interventi già in vigore per evitare sovrapposizioni tra alcune fasce di reddito e l’esclusione di altre.

La proposta sarà discussa nelle prossime settimane e richiede la collaborazione delle imprese

Una flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio dei giovani può entrare nel confronto sulla prossima Manovra. È l’ipotesi avanzata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che lega l’agevolazione agli incrementi delle retribuzioni riconosciuti direttamente dalle aziende.

Giorgetti ha spiegato: “Penso che gli aumenti stipendiali che potrebbero essere riconosciuti dai datori di lavoro per i giovani sotto una determinata età, potrebbero avere un trattamento fiscale agevolato, io ricordo il grande successo che ha avuto l’iniziativa del Governo di riconoscere sostanzialmente una tassazione flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali dell’anno scorso”. L’ipotesi non è ancora una misura definita. Giorgetti ha precisato che “sarà discussa nell’ambito della coalizione”. L’applicazione richiederebbe che le aziende aumentassero le buste paga e che lo Stato riconoscesse una tassazione ridotta sulla quota aggiuntiva.

“E io penso – ha aggiunto – che questo successo possa essere in qualche modo trasferito, con i dovuti accorgimenti, anche sugli eventuali aumenti di stipendio riconosciuti ai giovani dalle aziende, ci vuole la collaborazione, chiaramente, dei datori di lavoro e la disponibilità da parte dello Stato dell’Amministrazione finanziaria di riconoscere questo tipo agevolazione, ma credo che su questo possa si possa lavorare. E uno dei tanti temi che affronteremo nelle prossime settimane”.

Giorgetti vuole rivedere gli aiuti già introdotti

La preparazione della Legge di bilancio passerà anche da una verifica degli interventi fiscali già approvati. Il ministro vuole controllare quali fasce di reddito siano state raggiunte dalle diverse agevolazioni e dove si siano create sovrapposizioni.

“Ci avviciniamo a quella che forse è l’ultima legge finanziaria con un grande spirito di responsabilità e la consapevolezza che dobbiamo cercare di aiutare e promuovere lo sviluppo per andare incontro a quelle classi sociali e ceti che finora non hanno avuto l’attenzione che meritavano. E soprattutto dobbiamo fare una sorta di inventario delle misure adottate e come incidono perché c’è il rischio di duplicare misure su alcune classi di reddito ed escluderne altre. Questo deve essere riconsiderato”.

Ceto medio e giovani entrano così tra i destinatari indicati dal ministro per i prossimi interventi. Giorgetti collega le differenze economiche anche alle conseguenze sociali e politiche e chiede di continuare a sostenere gli investimenti delle imprese.

“Noi abbiamo intenzione di continuare a intervenire in modo selettivo e più possibile equo e direi intelligente sulla riduzione pressione fiscale su alcune categorie. Il panel è dedicato al ceto medio che è importante non solo in termini economici ma anche politici, perché quando aumentano i gap si generano tensioni sociali e politiche. Io penso che si debba pensare a qualcosa di particolare per i giovani, abbiamo già il declino demografico e so che l’Udc è molto sensibile sul tema. Noi continueremo a fare qualcosa e dobbiamo continuare a promuovere lo spirito imprenditoriale: l’imprenditore esiste se continua a crederci e a investire nel lungo periodo”.

Tassi più alti, Giorgetti richiama il costo del debito

Nel suo intervento Giorgetti ha affrontato anche l’aumento dei tassi di interesse della Bce e le conseguenze per chi ha debiti. Famiglie, aziende e Stato devono sostenere maggiori costi finanziari quando salgono i tassi.

“Il recente aumento dei tassi di interesse da parte della Bce per contrastare l’inflazione e l’aumento dei prezzi in realtà si traduce, per chi è indebitato, famiglie e imprese, e anche per lo Stato, in maggiori oneri”. Per il ministro gli strumenti di politica economica non possono rispondere da soli all’aumento dei prezzi: “E’ davanti agli occhi di tutti che il problema, secondo me, non puo’ essere affrontato unicamente con strumenti di politica economica”.

L’aumento degli interessi incide anche sul costo sostenuto dallo Stato per finanziare il proprio debito. Giorgetti ha quindi richiamato la necessità di conservarne la sostenibilità e mantenere la fiducia degli investitori: “in quesi momenti, con l’aumento dei tassi si capisce quanto sia importante tenere sotto controllo il debito, e avere la fiducia dei mercati e risparmiatori per avere la possibilità di riuscire a collocarlo”.

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