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Signorelli torna alla comunicazione di Lollobrigida

Paolo Signorelli torna a occuparsi della comunicazione di Francesco Lollobrigida. Due anni dopo le dimissioni che avevano chiuso in fretta la sua prima esperienza da portavoce, il giornalista quarantenne riprende il posto lasciato nel giugno del 2024, quando la pubblicazione di alcune chat lo aveva travolto. La notizia è stata anticipata da Corriere.it e confermata dallo stesso ministro dell’Agricoltura.

A rendere possibile il rientro è stato un avvicendamento: l’uscita di Edoardo Garibaldi, che torna a lavorare in Rai in Puglia, la sua regione d’origine. «Un ottimo giornalista, con cui ho avuto la possibilità di lavorare apprezzandone le qualità umane e professionali», lo saluta Lollobrigida. «A seguito di questa sua scelta di vita, ho deciso di chiedere a Paolo Signorelli di tornare a ricoprire il ruolo che aveva deciso di lasciare per salvaguardare la sua serenità e quella del ministero circa due anni fa».

Il caso del 2024

Signorelli si era dimesso dopo la diffusione di conversazioni risalenti al 2018-2019 con Fabrizio Piscitelli, il capo ultras della Lazio noto come Diabolik, narcotrafficante ucciso in un agguato a Roma nel 2019. Nelle chat comparivano — come le ha definite il Corriere — «gravi battute antisemite». I messaggi erano poi confluiti nell’inchiesta della Procura sulla morte di Piscitelli, ma erano stati ritenuti penalmente irrilevanti: il giornalista è risultato del tutto estraneo alle indagini.

È su questo punto che il ministro costruisce la difesa della propria scelta: «Rispetto alle polemiche giornalistiche e le insinuazioni di allora nulla è emerso che sia di impedimento allo svolgimento di una attività professionale per le quali Signorelli incarna tutte le caratteristiche sostanziali e formali», sottolinea l’esponente di Fratelli d’Italia.

Sulla stessa linea il diretto interessato. «A due anni di distanza, come ben sapevo, ma ora è un fatto oggettivo, non è emerso nulla che possa mettere in discussione la mia onorabilità personale e la mia professionalità», è il commento di Signorelli. «Così quando il ministro mi ha chiesto di prendere il posto di Garibaldi ho accettato».

La reazione dell’opposizione

Il rientro ha però riaperto immediatamente lo scontro politico. «Nel 2024 avevamo chiesto la rimozione di Paolo Signorelli dopo la pubblicazione di chat con gravissime espressioni antisemite. Oggi Lollobrigida lo richiama alla guida della comunicazione del ministero: una scelta scandalosa e politicamente indecente», attacca in una nota Marco Grimaldi, vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, che chiede al ministro di «revocare subito l’incarico».

Grimaldi allarga poi la critica al metodo: «Lollobrigida continua a confondere la fedeltà personale con l’interesse delle istituzioni». E chiude con una stoccata: «Viste le sue numerose gaffe, forse il problema non è trovare chi le comunichi: è trovare qualcuno che riesca a impedirgli di farle».

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