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Un drone russo impiegato in Ucraina sarebbe riuscito a navigare e scegliere autonomamente il bersaglio nella fase finale dell’attacco. L’uso dell’intelligenza artificiale permette al velivolo di continuare a operare anche senza un collegamento radio costante con un pilota.
Ucraina, come funziona il drone guidato dall’intelligenza artificiale
La tecnologia utilizzata nei droni sta modificando uno degli elementi che fino a oggi caratterizzavano gran parte delle armi senza pilota: il collegamento continuo con un operatore umano.
Il New York Times ha ricostruito il caso di un drone russo che nel luglio scorso avrebbe colpito una stazione di servizio a Zaporizhzhia, provocando la morte di tre civili. Secondo gli specialisti ucraini che hanno analizzato i resti, il velivolo disponeva di un sistema capace di funzionare autonomamente nell’ultima parte dell’attacco.
Nel relitto sarebbe stato individuato un Nvidia Jetson Orin, un piccolo computer nato per applicazioni civili di robotica e machine vision. Nvidia ha precisato di non vendere direttamente questi dispositivi alla Russia. I componenti possono però essere acquistati attraverso mercati secondari e intermediari.
Sistemi simili utilizzano una telecamera e algoritmi di riconoscimento delle immagini. Il drone riceve inizialmente una zona nella quale dirigersi. Il software confronta ciò che osserva con i dati memorizzati e può individuare veicoli, edifici o altri oggetti compatibili con quelli indicati durante l’addestramento dell’algoritmo.
Ucraina, drone russo guidato dall’AI: Perché cambia il modo di combattere
Il vantaggio militare riguarda soprattutto la resistenza alla guerra elettronica. Molti droni tradizionali dipendono da un segnale radio o satellitare. Disturbando quel collegamento, le difese possono far perdere all’operatore il controllo del velivolo.
Un sistema autonomo può invece elaborare le immagini direttamente a bordo. Il CSIS ha analizzato il drone russo V2U, equipaggiato anch’esso con un Jetson Orin e software di riconoscimento visivo. Secondo il centro studi americano, alcuni esemplari recuperati non avevano i normali componenti necessari al controllo remoto continuo.
Questo non significa che tutti i droni russi operino senza controllo umano. Le tecnologie sono ancora utilizzate in configurazioni differenti e gli accertamenti sui singoli attacchi dipendono soprattutto dall’analisi dei relitti.
La tendenza riguarda entrambi gli schieramenti. L’Ucraina utilizza già l’intelligenza artificiale per navigazione, riconoscimento dei bersagli e analisi del campo di battaglia. Danylo Tsvok, responsabile del centro IA del ministero della Difesa ucraino, ha spiegato a Reuters che questi sistemi vengono progressivamente integrati nelle operazioni militari.
La conseguenza concreta è una riduzione del tempo tra individuazione e attacco, insieme alla possibilità di colpire in aree dove le comunicazioni vengono disturbate. Crescono allo stesso tempo le questioni sulla responsabilità quando la selezione finale del bersaglio viene affidata a un algoritmo.
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