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La partita sul futuro di Spin Time entra nella fase decisiva. Dopo lo sgombero dell’immobile di via Santa Croce in Gerusalemme, avvenuto a seguito dell’incendio del 29 luglio, e il ricollocamento delle famiglie occupanti in altri alloggi della città, gli attivisti rilanciano la mobilitazione con un calendario già fissato: corteo nazionale per le strade di Roma il 19 settembre e assemblea pubblica il giorno successivo.

Spin Time, il dado è tratto: manifestazione il 19 settembre

Spin Time, gli attivisti in piazza: l’appuntamento è già fissato

La richiesta è netta: Spin Time deve tornare pubblico e le possibili soluzioni sono l’acquisto, qualora Investire SGR sia disponibile a trattare, o, in alternativa e secondo gli attivisti, l’esproprio. Il corteo partirà proprio dai cancelli dell’edificio di Santa Croce e arriverà davanti alla sede di Via Po dove è ubicato l’ente proprietario dell’immobile. Al centro della protesta c’è il futuro del palazzo e, soprattutto, la possibilità di riportare Spin Time nella sua sede storica attraverso un’operazione di acquisizione pubblica. Per gli attivisti, la vicenda del palazzo di Via Santa Croce in Gerusalemme è ormai un banco di prova per un modello alternativo di sviluppo della Capitale, contrapposto alla valorizzazione immobiliare del centro. L’obiettivo è trovare una strada diversa e sostenibile da fondi immobiliari, alberghi, affitti brevi, indicando proprio Santa Croce come possibile primo esempio di immobile sottratto alla logica della rendita e restituito alla collettività.

Una sfida politica che bussa alle porte del Campidoglio

Spin Time, gli attivisti in piazza: l’appuntamento è già fissato
Una delegazione di Spin Time ricevuta in Campidoglio per raggiungere un accordo in merito alla condizione di sequestro dello stabile di Spin Time a Roma,

La sfida, come largamente prevedibile, assume dunque i connotati politici. La vera partita, per il Campidoglio, sarà capire se questa spinta dal basso potrà diventare una nuova strategia urbana per il centro di Roma. Il nodo più difficile rimane legato alla proprietà. L’acquisizione pubblica è considerata la strada più efficace. La requisizione, invocata da una larga parte del movimento, non è applicabile nelle attuali condizioni perché l’immobile è sottoposto a doppio sequestro: uno preventivo, disposto nel 2020, e uno probatorio, successivo all’incendio dello scorso 29 luglio. Anche l’esproprio d’urgenza presenterebbe criticità, mentre seguire il percorso ordinario prevede tempi inevitabilmente più lunghi. Ecco perché la richiesta inviata al Campidoglio si riassume in un piano alternativo: atti propedeutici alla dichiarazione di pubblica utilità, recupero e destinazione edilizia residenziale pubblica.

La mobilitazione: in ballo il “Dente cariato” e il “modello Milano”

Il messaggio lanciato da Spin Time chiama direttamente in causa le politiche urbanistiche e abitative nazionali e locali  La questione riguarda le scelte che Roma sarà chiamata a compiere. Nel mirino degli attivisti c’è il cosiddetto modello Milano, considerato l’esempio di una trasformazione urbana nella quale l’aumento dei valori immobiliari rischia di rendere il centro sempre più inaccessibile a chi vuole viverci. E mentre sul futuro di Santa Croce ci si interroga, a meno di un chilometro e mezzo di distanza si trova un altro immobile simbolo delle contraddizioni urbanistiche della Capitale: il “dente cariato” in zona Stazione Termini, specificatamente proprio di fronte all’uscita di via Giolitti. Due simboli della stessa battaglia sulla Roma del futuro. Appuntamento dunque al 19 settembre quando Spin Time porterà questa sfida in piazza e il giorno dopo, con l’assemblea pubblica, proverà a trasformare la protesta in una proposta politica. Se il Campidoglio la raccoglierà.

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