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Morti sul lavoro, continua la strage: due morti in un solo giorno: a Reggio Calabria e a Cuneo. Da inizio anno oltre 400 vittime
Due nuovi incidenti sul lavoro segnano la giornata di oggi, venerdì 14 agosto, in due diverse regioni italiane. A Cinquefrondi, in provincia di Reggio Calabria, un meccanico di 31 anni è morto questa mattina in un’officina vicino all’imbocco della superstrada che collega la Piana di Gioia Tauro con la Locride. Secondo una prima ricostruzione, il giovane stava effettuando un intervento sotto un’auto sollevata e sostenuta con alcuni cric quando, per cause ancora in corso di accertamento, i dispositivi avrebbero ceduto, facendo precipitare il veicolo e schiacciando l’operaio. Sul caso indagano i Carabinieri, coordinati dalla Procura di Palmi. Sempre oggi, a Diano d’Alba, in provincia di Cuneo, una ragazza di 22 anni è morta a causa del ribaltamento di un trattore. Sul posto è intervenuto il 118, ma per la giovane non c’è stato nulla da fare. Sul posto anche le forze dell’ordine, al lavoro per ricostruire l’accaduto.
Una scia di sangue che continua. Ieri, giovedì 13 agosto, un altro grave incidente ha provocato due vittime a San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani. Un operaio, Davide Anselmo, è morto a causa delle esalazioni tossiche sprigionate dai locali del depuratore comunale, nella zona della Tonnara del Secco, dove stava lavorando. Nel tentativo di soccorrerlo ha perso la vita anche un operatore del 118, Francesco Bulgarella, sopraffatto a sua volta dalle esalazioni durante le manovre di rianimazione. “Una tragedia che ci lascia sconvolti e attoniti”, ha commentato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, esprimendo cordoglio alle famiglie delle vittime.
Il bilancio del 2026
Secondo i dati aggiornati al 30 giugno 2026, nei primi sei mesi dell’anno sono morte 470 persone in un infortunio sul lavoro (342 in occasione di lavoro, 128 in itinere, cioè nel tragitto casa-lavoro), che salgono a 482 sommando anche gli studenti: una media di 2,6 vittime al giorno. Si tratta di 15 morti in meno rispetto alle 485 dello stesso periodo del 2025, ma il calo non racconta un miglioramento complessivo della sicurezza sul lavoro: mentre diminuiscono le denunce di infortunio mortale, aumentano infatti gli incidenti non mortali (+4,7%) e crescono del 16,7% le malattie professionali.
Nel dettaglio, i decessi “in occasione di lavoro” calano del 4,2%, quelli in itinere del 7,2%: una riduzione più marcata per questi ultimi che fa salire la quota delle morti sul posto di lavoro sul totale, dal 72,1% al 72,8%. Il tasso di mortalità scende leggermente, a 1,46 decessi ogni 100mila occupati contro l’1,48 della prima metà del 2025. Il calo riguarda soprattutto industria, servizi e agricoltura, ma non tutti i comparti seguono la stessa tendenza: le costruzioni passano da 53 a 59 denunce mortali, i servizi di supporto alle imprese da 14 a 25, la sanità e assistenza sociale da 3 a 8, la pubblica amministrazione da 2 a 6. Restano stabili trasporto e magazzinaggio, con 47 decessi, mentre calano le morti nelle attività manifatturiere, nel commercio e nella ristorazione.
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