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Si è conclusa la campagna straordinaria di vigilanza nel settore turistico-alberghiero, finalizzata al contrasto del lavoro sommerso, alla tutela dei lavoratori e alla verifica del rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. L’attività, svolta dai militari di questo Comparto di Specialità congiuntamente all’Arma Territoriale, ha interessato l’intero territorio nazionale nel periodo giugno – luglio 2026. Gli interventi ispettivi hanno riguardato prevalentemente alberghi, hotel, resort, villaggi turistici, campeggi, agriturismi, stabilimenti balneari, piscine, parchi acquatici, ristoranti, bar e pubblici esercizi, settori caratterizzati da un significativo incremento dell’occupazione durante la stagione estiva. Gli obiettivi sono stati individuati sulla base di indici di anomalia elaborati mediante l’analisi delle informazioni disponibili nelle banche dati in uso al Comparto e successivamente verificati attraverso le tradizionali attività ispettive sul territorio.
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I risultati della campagna nazionale
Nel corso della campagna sono state controllate 785 aziende, di cui 486 risultate irregolari, pari al 63,53% del totale delle imprese ispezionate. Tale percentuale, si ribadisce, si riferisce esclusivamente al campione selezionato sulla base dei citati criteri di analisi del rischio. Gli accertamenti hanno interessato complessivamente 3.825 lavoratori, tra cui:
- 900 lavoratori extracomunitari;
- 84 lavoratori minori.
Sono state accertate 751 posizioni lavorative irregolari, pari al 19,63% dei lavoratori controllati. Di queste:
- 553 riconducibili a forme di “lavoro grigio”;
- 198 riferibili a lavoro nero.
Contrasto agli illeciti penali e tutela della sicurezza
Particolarmente significativa è stata anche l’attività di contrasto alle violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Nel corso delle verifiche sono state accertate 395 violazioni del D.Lgs. 81/2008, con l’adozione di 395 prescrizioni finalizzate all’eliminazione delle irregolarità riscontrate.
Sospese 157 attività imprenditoriali
A seguito delle violazioni accertate sono stati adottati 157 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, pari al 20,71% delle aziende controllate.
Nel dettaglio:
- 88 sospensioni per impiego di lavoratori in nero;
- 50 sospensioni per gravi violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
- 19 sospensioni per la contestuale presenza di lavoro nero e gravi violazioni della normativa prevenzionistica.
L’importo complessivo dovuto per i provvedimenti di sospensione ammonta a 456.100 euro.
Oltre 3,5 milioni di euro tra sanzioni e ammende
L’attività ispettiva ha comportato complessivamente l’irrogazione di 3.489.881,40 euro tra sanzioni amministrative e ammende, così suddivisi:
- 773.036,93 euro per sanzioni amministrative;
- 2.716.844,47 euro per ammende.
Sono stati inoltre deferiti all’Autorità Giudiziaria 423 soggetti, tutti in stato di libertà, alcuni dei quali per più fattispecie di reato:
- 395 per violazioni del D.Lgs. 81/2008 in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
- 4 per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (caporalato – art. 603-bis c.p.);
- 9 per violazioni della normativa sull’immigrazione, per aver impiegato cittadini stranieri irregolari e/o privi di titolo di soggiorno;
- 6 per violazioni della normativa sul lavoro minorile;
- 85 per ulteriori fattispecie illecite, tra cui principalmente somministrazione fraudolenta di manodopera e installazione non autorizzata di telecamere e sistemi di videosorveglianza nei luoghi di lavoro, in violazione dell’art. 4 della Legge n. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori).
Le criticità più diffuse
Sul fronte della salute e sicurezza sul lavoro, le violazioni maggiormente ricorrenti hanno riguardato gli obblighi del datore di lavoro, con particolare riferimento a:
- sorveglianza sanitaria dei lavoratori (art. 18 del D.Lgs. 81/2008);
- formazione dei lavoratori (art. 37 del D.Lgs. 81/2008);
- valutazione dei rischi (art. 29 del D.Lgs. 81/2008).
Complessivamente, tali violazioni rappresentano oltre il 62% delle contestazioni accertate. I dati confermano che le principali criticità del comparto turistico-alberghiero sono riconducibili a una carente organizzazione della prevenzione, a un’insufficiente formazione e informazione dei lavoratori e alla mancata o inadeguata valutazione dei rischi presenti negli ambienti di lavoro. Si tratta di aspetti fondamentali per garantire condizioni di lavoro sicure e conformi alla normativa vigente, che continuano a rappresentare le aree di maggiore attenzione nell’attività di vigilanza. L’esito della campagna straordinaria conferma la persistente presenza di fenomeni di lavoro sommerso, impiego irregolare della manodopera e inosservanza della normativa in materia di salute e sicurezza nel comparto turistico-alberghiero. I risultati conseguiti testimoniano l’importanza dell’attività di controllo svolta sul territorio e la necessità di proseguire con interventi mirati, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza turistica, al fine di garantire condizioni di lavoro sicure, regolari e rispettose della dignità dei lavoratori. L’azione ispettiva e di vigilanza dell’Arma dei Carabinieri e di questo Comparto di Specialità continuerà a rappresentare uno strumento essenziale per garantire legalità, tutela del lavoro e concorrenza leale tra le imprese.
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