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La Russia ha lanciato nella notte oltre 70 missili e più di 280 droni contro diverse regioni ucraine. Mosca sostiene di aver colpito aeroporti militari, fabbriche di armi, centri logistici e telecomunicazioni, ma i raid hanno raggiunto anche abitazioni e infrastrutture civili.
Attacco russo Ucraina: gli obiettivi indicati da Mosca
Il ministero della Difesa russo ha definito l’operazione un attacco massiccio contro strutture militari e industriali ucraine.
Secondo Mosca, i missili e i droni hanno raggiunto aeroporti militari, impianti del complesso militare-industriale, centri di telecomunicazione e nodi della logistica militare. Le strutture sarebbero state utilizzate per produrre, conservare e trasportare missili e droni, oltre che per controllare lo spazio aereo.
Gli obiettivi dichiarati si trovavano a Kiev e Leopoli e nelle regioni di Ivano-Frankivsk, Zhytomyr, Rivne, Vinnytsia e Dnipropetrovsk.
Il ministero russo ha riferito anche di attacchi contro tre navi cargo. Una si trovava nel porto di Pivdennyi, conosciuto anche come Yuzhny, mentre le altre due navigavano a est e a sud di Odessa. Mosca sostiene che trasportassero armi e materiale militare, circostanza non verificata in modo indipendente.
Attacco russo Ucraina: le città e le regioni raggiunte
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha indicato tra le aree colpite sono solo Kiev ma anche la sua regione, Dnipro, Leopoli, Poltava, Kharkiv, Mykolaiv, Sumy, Vinnytsia, Cherkasy e Ivano-Frankivsk.
Secondo il bilancio fornito dal governo, l’attacco ha danneggiato o distrutto decine di abitazioni, attività commerciali e infrastrutture. Le difese ucraine avrebbero abbattuto più di 260 droni.
La versione ucraina contesta quindi la ricostruzione secondo cui l’operazione avrebbe interessato soltanto strutture militari. La presenza di danni in aree residenziali può dipendere da attacchi diretti, errori di puntamento, caduta di detriti o intercettazioni avvenute sopra i centri abitati.
Attacco russo Ucraina: il missile sulla casa a Kryvyi Rih
L’episodio con il maggior numero di vittime segnalato nelle prime ore è avvenuto in un villaggio alla periferia di Kryvyi Rih, città dell’Ucraina centrale.
Un missile balistico Iskander-M, secondo le autorità locali, ha colpito direttamente l’abitazione di una famiglia numerosa. Sono morte sei persone, tra cui due bambine di 5 e 12 anni e quattro adulti.
Un’altra persona è morta a Kiev e una a Poltava. Il bilancio complessivo iniziale comunicato da Zelensky è quindi di almeno otto vittime, ma le operazioni di ricerca e soccorso erano ancora in corso.
A Leopoli due edifici residenziali sono stati danneggiati. Le autorità locali hanno segnalato decine di feriti e persone rimaste sotto le macerie.
Attacco russo Ucraina: il missile entrato nello spazio aereo polacco
Durante il bombardamento sull’Ucraina occidentale, un oggetto ha attraversato il confine con la Polonia. Il premier Donald Tusk ha confermato la violazione dello spazio aereo e ha convocato una riunione con il ministro della Difesa e i servizi di sicurezza.
Le forze armate polacche hanno fatto decollare un F-16 dopo aver rilevato alle 3.40 un oggetto diretto verso ovest. Il contatto radar è stato perso pochi minuti dopo e i resti sono stati cercati nell’area di Tarnawa-Kolonia, vicino a Lublino.
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha parlato di un missile da crociera russo Kh-101. Le autorità polacche, nelle prime ore successive all’accaduto, non avevano ancora completato l’identificazione formale.
Attacco russo Ucraina: la richiesta di nuove difese antiaeree
Zelensky ha dichiarato che molti dei missili impiegati erano balistici e ha accusato gli alleati di ritardi nella consegna degli intercettori.
Il presidente ucraino era rientrato da una visita negli Stati Uniti, durante la quale aveva discusso con Donald Trump e con i senatori americani della disponibilità di sistemi Patriot e missili antibalistici.
La nuova offensiva aumenta la pressione sui Paesi Nato per accelerare le forniture. La violazione dello spazio aereo polacco estende il rischio oltre i confini ucraini e obbliga Varsavia a verificare se si sia trattato di una deviazione accidentale o di una traiettoria programmata.
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